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Roma-Milan: Abraham l’apprendista sfida la leggenda di Ibra

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Abraham sfida Ibrahimovic in Roma-Milan

Roma-Milan vedrà di fronte per la prima volta Tammy Abraham e Zlatan Ibrahimovic. L’attaccante inglese ha raccolto la pesante eredità di Dzeko mentre lo svedese ha preso per mano un Milan disastrato conducendolo in meno di due anni alla vetta della serie A. Abraham fin qui ha messo a segno appena 2 reti in 864 minuti, gli stessi dello svedese che, però, ha giocato appena 136 minuti. Domenica questa sfida potrebbe decidere il big match.

Sfida al passato

Abraham è arrivato alla Roma questa estate fortemente voluto da Mourinho. L’inglese era chiuso dall’arrivo di Lukaku e già l’anno prima aveva avuto poco spazio nel Chelsea. Guarda caso tra i suoi compagni di squadra c’era quel Giroud che ora divide con Ibra il ruolo di centravanti. L’inglese si era presentato benissimo al suo nuovo pubblico e già si parlava di lui come di un vero crack. Alla lunga, però, il suo rendimento sottoporta ha fatto nascere più di un dubbio. Certo, un po’ di sfortuna c’è stata, dato che l’inglese ha fin qui colpito tre legni, ma era lecito attenersi di più da un giocatore pagato 40 milioni di euro. Contro il Milan, oltre Giroud, Tammy troverà anche un altro ex compagno, quel Tomori con cui ha condiviso tutto il percorso di crescita nelle giovanili dei Blues. Riuscire a superarlo sarà il primo passo per segnare quel gol che manca dal 23 settembre.

Ibrahimovic quest’anno, a causa di numerosi acciacchi fisici, ha giocato poco. Appena una gara da titolare, quella della settimana scorsa con il Bologna, con tanto di gol segnato. Il Milan senza di lui se l’è cavata benissimo, ma è chiaro che il suo apporto sotto rete. Da quando è tornato in rossonero comunque la sua media gol è da urlo: 35 reti in 2999 minuti, ovvero una rete ogni 85 minuti. E indubbio dunque che Ibra a quarant’anni sposti ancora gli equilibri. Zlatan ritroverà Mourinho, tecnico che lo ha allenato nello United e con cui ha vinto l’unico trofeo internazionale della sua carriera, ovvero l’Europa League. Con i Red Devils, lo svedese mise a segno 17 reti in 28 match in Premier e 5 in 9 gettoni in Europa League, prima di infortunarsi gravemente. Ora è chiamato a guidare il Milan contro quella Roma contro cui, il 19 novembre 2005, con la maglia della Juvrentus, segnò uno dei suoi gol più belli.

Potenza contro tecnica

Abraham è un giocatore che fa della potenza e dello scatto le sue armi migliori. Il giocatore è devastante quando viene lanciato palla al piede ed è molto abile anche nel servire i compagni e nell’aprire spazi. Il suo limite è però di essere troppo frettoloso e “pasticcione” in fase conclusiva. Si spiegano così i numerosi errori sotto porta che ne condizionano il rendimento.

Ibrahimovic con il tempo ha imparato a gestirsi. L’età gli ha fatto perdere esplosività, ma la sua tecnica di base rimane incredibile anche a 40 anni e gli permette di segnare gol che giocatori di vent’anni più giovani non segnerebbero mai. La sua vera forza, oltre agli allenamenti costanti, sta nel tocco di palla. Pochi al mondo sono in grado di dare del “tu” al pallone come lui. Solo lui è in grado di segnare i gol che segna.

E’ ovvio che il paragone tecnico tra Abraham e Ibrahimovic non sta in piedi, anche perchè nessuno sarà mai come lo svedese. Tuttavia, Abraham è stato preso per fare gol e ha dimostrato in Inghilterra di saperli segnare. La sfida con i rossoneri è la sua grande opportunità per dimostrare di essere un vero bomber. Di fronte avrà un giocatore mostruoso che ha scritto la storia del calcio.

Davide Luciani

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