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Da simulatore al Museo delle cere di Madame Tussauds

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Jürgen Klinsmann - Photo by Facebook.com

Estate 1994

Era l’estate del 1994 quando a Londra sbarcò un attaccante tedesco dalla chioma bionda. Il Tottenham, dopo una trattativa complicata, strappò alla concorrenza Jürgen Klinsmann prelevandolo dal Monaco all’epoca allenato da Arsène Wenger. L’attaccante di Stoccarda sbarcò nel North-London tra critiche e scetticismi sollevati dalla stampa inglese, che accusava il bomber tedesco di essere un simulatore di prim’ordine. I giornali non fecero sconti e non ci andarono certo per il sottile, tra i tanti Andrew Anthony, giornalista del The Guardian, fu uno dei più accaniti all’indirizzo di Klinsmann.

La fama di simulatore

L’inizio dell’avventura londinese non fu affatto facile, ma il pubblico di White Hart Lane non voltò mai le spalle a Jürgen Klinsmann  che si defilò durante le interviste e con quel sorriso sempre accennato aspettò il momento propizio per rispondere a critiche e detrattori. Il giocatore rientrava in quella cerchia di attaccanti che, secondo gli inglesi, si buttavano a terra al minimo contatto e non stavano mai in piedi. Il calcio anglosassone non ha mai tollerato i simulatori e Jürgen veniva additato come tale. La stampa aveva ormai etichettato il calciatore, che però non si lasciò sopraffare dimostrando a tutti che senso del gol e ironia possono andare di pari passo.

La prima simulazione

Come nella più classica delle favole la prima rete in maglia Spurs arrivò al debutto, datato 20 Agosto 1994. Fu una di quelle partite infinite giocate a ritmi incandes

Jürgen Klinsmann - Photo by Facebook.com

Jürgen Klinsmann – Photo by Facebook.com

centi sino all’ultimo secondo. Il Tottenham la spuntò con uno spettacolare 4-3 contro lo Sheffield Wednesday. Come in un sogno Jürgen non si fece certo pregare e gonfiò la rete con un assolo magnifico, il gol di Klinsmann fece tremare le tribune dello stadio, folla impazzita.
L’esultanza del bomber tedesco fu un concentrato di genio e follia, Jürgen si tuffò sul prato verde di White Hart Lane mimando una simulazione e prendendosi gioco di tutti. Un tedesco che prende in giro gli inglesi a casa loro era qualcosa di assurdo, imponderabile e rischioso al tempo stesso.

 

Il Museo delle Cere

Partita dopo partita, gol dopo gol, il simulatore tedesco iniziò a far ricredere chi lo aveva tacciato e insultato con toni non proprio amichevoli. L’incredibile accadde quando proprio il The Guardian ritornò sui propri passi correggendo il tiro e cancellando i titoloni del passato. La copia più gettonata del giornale inglese fu “Perché amo  Jürgen Klinsmann ”, articolo scritto e dedicato appositamente all’attaccante nato a Göppingen, che da simulatore si trasformò come per incanto in un attaccante prolifico sul campo e anche simpatico nella vita privata. Per lui fu riservato anche un posto speciale nel Museo delle cere di Madame Tussauds.

Klinsmann a Madame Tussauds - Photo by Flickr

Klinsmann a Madame Tussauds – Photo by Flickr

A volte ritornano

Con la maglia del Tottenham l’attaccante realizzò trenta gol in circa sessanta apparizioni, niente male per un giocatore arrivato a Londra contro i favori del pronostico e immerso in un’atmosfera austera. Klinsmann giocò a Londra nella stagione 1994/1995 e ritornò per uno scampolo di carriera nel 1998. Amato e mai dimenticato dalla tifoseria dei londoners, Jürgen nel recente passato è stato vicinissimo a diventare il nuovo allenatore del Tottenham prima della firma di Nuno Espirito Santo.

Chissà…magari un giorno.

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