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Donnarumma ha tradito il Milan, ma il Medioevo non abita qui

Gigio Donnarumma, portiere della Nazionale italiana, è ospite al programma di Italia 1 “Le Iene” per parlare della polemica scoppiata lo scorso mercoledì in occasione di Italia-Spagna. Il ritorno dell’ex Milan a San Siro ha scaldato gli animi rossoneri, che non hanno risparmiato fischi, striscioni e frasi poco tenere per il giovane talento. Una vicenda che, di certo, non è passata inosservata in questi ultimi giorni.
Donnarumma: rammarico, promessa e sentimenti. Il calcio è soprattutto questo
Il portiere del Psg si è detto amareggiato del trattamento subito, inutile negarlo. L’accanimento dei tifosi del Milan nei confronti di Gianluigi Donnarumma si è rivelato, secondo alcuni, uno scempio che non ha nè capo e nè coda. Secondo altri, invece, i fischi rivolti al calciatore si traducono come un tradimento che dimentica gli anni più importanti o – stando a quanto riportato sui social in queste ore – un amore per il portafoglio. Grande delusione da ambedue le parti, ma c’è da dire che l’esordio in Serie A di Donnarumma – appena sedicenne – e il matrimonio con il Milan non si dimenticano, anzi non si possono dimenticare. E c’è da dire pure che, d’altro canto, i tifosi parlano e agiscono d’istinto: sotto i parametri del cuore. Perchè il calcio è anche questo. Storie intense e amori che – prima o poi – sono destinati a finire. Forse è questa la linea sottile che lega il calcio e il romanticismo, la scarsa obiettività del tifoso e l’illusione che tutto sia eterno. Tra sogno, disincanto e crescita. La scelta di Donnarumma, giudicata per lo più in negativo, fa parte di un ciclo di crescita professionale. Ed è importante ricordare anche che il calcio (e non solo) è fatto di ritorni.
Le dichiarazioni di Gigio e il tatuaggio per il Milan
Donnarumma, nell’intervista de Le Iene, ha dichiarato:
“C’è un po’ di delusione perché ho passato otto anni al Milan e quindi è sempre un’emozione tornare a San Siro. È normale il dispiacere dei fischi. Sono cresciuto qua e sono sempre stato un tifoso milanista, gli otto anni non si dimenticano facilmente”. Poi il momento simpatico, dove il campione mostra il tatuaggio sul suo avambraccio con la coppa dell’Europeo, la data dell’11 luglio 2021 e la bandiera tricolore che simboleggia la vittoria di questa estate: “Questo tatuaggio l’abbiamo fatto nella speranza che tornando a San Siro, la prossima volta, i veri milanisti, ti accolgano un po’ meglio”. E, per concludere, il messaggio ai tifosi milanisti: “Gli vorrò sempre bene. Sarò sempre un cuore rossonero”.
Una dedica che si chiude con una promessa, con lo scopo di lasciarsi senza rancori, sottolinenando quello che è stato e quello che non si scorderà.
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Il meglio e il peggio dei social
A Radio Punto Nuovo, il giornalista Franco Ordine ha asserito che “Donnarumma è stato fortunato che i suoi ultimi mesi milanisti siano stati disputati a porte chiuse, altrimenti sarebbe stato subissato di fischi dal pubblico di San Siro. Le partite con Spagna e Belgio hanno dimostrato una certa fragilità emotiva di Gigio, poiché ha commesso diversi errori dimostrandosi non ancora all’altezza dei più grandi portieri europei“. Poi il commento sugli applausi riservatigli dallo Juventus Stadium: “I tifosi juventini pensano che, applaudendolo, Donnarumma decida di giocare nella Juve. La problematica Coppa d’Africa? Milan e Napoli sono le più penalizzate dalla manifestazione, sicuramente il campionato sarà falsato”.
Su Twitter molti utenti hanno parlato del 22enne di Castellammare di Stabia. Il giornalista sportivo Davide Capano ha scritto: “La bravura del Milan è stata andare oltre Donnarumma. Occorrono regole serie per le commissioni di compravendita, per la stabilità dei rapporti, al di là dei contratti. Il troppo stroppia ovunque”.
La bravura del #Milan è stata andare oltre #Donnarumma. Occorrono regole serie per le commissioni di compravendita, per la stabilità dei rapporti, al di là dei contratti. Il troppo stroppia ovunque.
— Davide Capano (@davide_capano) October 12, 2021
Anche il conduttore Giovanni Capuano ha detto la sua sul giocatore: “Riflettevo: perché un tifoso del Milan dovrebbe apprezzare il fatto che Donnarumma si sia fatto fare – a favore di telecamera – un tatuaggio lavabile della squadra che ha mollato? Scusate ma mi sfugge il senso dell’operazione simpatia”.
Riflettevo: perché un tifoso del #Milan dovrebbe apprezzare il fatto che #Donnarumma si sia fatto fare – a favore di telecamera – un tatuaggio lavabile della squadra che ha mollato?
Scusate ma mi sfugge il senso dell'operazione simpatia 🤔 pic.twitter.com/8hCXkjBj5I
— Giovanni Capuano (@capuanogio) October 12, 2021
Per concludere l’immancabile analisi del giornalista Paolo Ziliani: “Detto che il diritto dei tifosi di fischiare l’ex “traditore” non è in discussione, i media dovrebbero fare lo sforzo di ricordarsi, e ricordare a tutti, che il diritto di scegliersi il club in cui giocare fu una conquista storica per il calciatore: il Medioevo non abita più qui“.
Detto che il diritto dei tifosi di fischiare l’ex “traditore” non è in discussione, i media dovrebbero fare lo sforzo di ricordarsi, e ricordare a tutti, che il diritto di scegliersi il club in cui giocare fu una conquista storica per il calciatore: il Medioevo non abita più qui. pic.twitter.com/JGWktBI4Xl
— Paolo Ziliani (@ZZiliani) October 12, 2021
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