Connect with us

La Opinión

Koulibaly e il razzismo, Italia paese ipocrita e arretrato

Pubblicato

|

Kalidou Koulibaly - Photo by Sportvirgilio.it

Non facciamo finta di niente

Nel 2021 non è più tollerabile. Il calcio è decisamente un’altra cosa ed episodi come quello che hanno colpito Kalidou Koulibaly ci fanno davvero vergognare. L’Italia ancora sotto i riflettori, per l’ennesima volta. Ciclicamente succede che negli stadi italiani si debba assistere a queste scene, in cui qualche idiota si annovera il diritto di lanciare insulti razzisti dagli spalti. Dover ancora scrivere e parlare di queste cose è davvero triste, quasi deprimente ma è giusto farlo perché il problema esiste ed è sotto i nostri occhi, nonostante nel Bel Paese si faccia sempre finta di niente.

L’ignoranza non ha limiti

Dopo il triplice fischio della partita tra Fiorentina e Napoli, giocata allo Stadio Artemio Franchi di Firenze, dalla Curva Sud si sono sentiti i classici “buu” che ormai in Italia sono di casa e all’ordine del giorno.  I “tifosi”, non contenti, hanno pensato bene di insultare Koulibaly oltre misura con epiteti del tipo: “Scimmia di merda”. Non ci sono asterischi, non ci sono puntini di sospensione, è giusto scrivere per intero senza censura alcuna, poiché è giusto capire e comprendere fino in fondo che l’ignoranza di alcune persone non ha limiti.

Kalidou Koulibaly - Photo by Sportvirgilio.it

Kalidou Koulibaly – Photo by Sportvirgilio.it

La rabbia di Koulibaly

Il difensore del Napoli nel dopo partita commenta l’accaduto esprimendo tutta la propria rabbia: “Questi soggetti non c’entrano niente con lo sport, andrebbero identificati e tenuti fuori da ogni manifestazione“. Al rientro negli spogliatoi Koulibaly riceve le pronte scuse di Joe Barone, Direttore Generale della Fiorentina e successivamente viene sentito in merito all’accaduto dagli ispettori della Procura Federale presenti allo stadio.

L’inchiesta e le indagini

Come prevedibile la stessa Procura ha aperto subito un’inchiesta e, come fa sapere con un comunicato la Figc, la Questura di Firenze acquisirà tutte le immagini e gli audio messi a disposizione e ci saranno ulteriori atti istruttori, volti ad identificare e perseguire chi ha insultato in modo barbaro, meschino e vigliacco Kalidou Koulibaly. Una volta individuati i responsabili, per gli stessi potrebbe scattare il Daspo con il divieto di entrare e partecipare a tutte le manifestazioni sportive.

Servono pene più severe

Come al solito si parlerà di venti o trenta persone che non c’entrano nulla con la tifoseria in questione, oppure si farà di tutta un’erba un fascio risolvendo il problema all’italiana, magari chiudendo la Curva per un paio di settimane per poi aspettare che riaccada nuovamente, da qualche altra parte e in qualche altro stadio.  Mentre in Italia si cerca ancora una soluzione, in Inghilterra succede che un cinquantenne originario di Kingswinford è stato condannato a otto settimane di carcere più un’ammenda pari a 500 sterline per aver insultato Romaine Sawyer, centrocampista del West Bromwich Albion.

Otto settimane di carcere

Il 26 gennaio scorso dopo la partita tra WBA e Manchester City vinta dai Citizens con un rotondo 5-0,  Simon Silwood aveva insultato Sawyer su Facebook con il termine ignobile di “Babbuino“, ma in Inghilterra queste cose non vengono tollerate e ormai da anni vigono pene severe. Giusto usare il pugno di ferro, perché nel calcio non c’è spazio per il razzismo. Altri episodi di razzismo si erano verificati dopo la finale di Euro 2020 giocata a Wembley e culminata con la sconfitta della nazionale inglese di Gareth Southgate. Tre giocatori dell’Inghilterra erano stati vittima di insulti razzisti sui social (Rashford, Sancho e Saka), ma le autorità si erano immediatmente date da fare sbattendo in galera i responsabili.

Fred e gli insulti razzisti durante un derby di Manchester - Photo by Repubblica

Fred e gli insulti razzisti durante un derby di Manchester – Photo by Repubblica

Per rincarare la dose

Giusto per rincarare la dose si può prendere ad esempio un derby di Manchester di qualche anno fa, quando al minuto 68 un “tifoso” del Manchester City ha mimato il gesto della scimmia all’indirizzo di Fred, centrocampista dello United. L’arbitro Taylor, accortosi dell’accaduto, ha immediatamente fermato il gioco e richiesto l’intervento degli steward. L’uomo è stato giustamente portato fuori dallo stadio e nelle ore successive è stato arrestato.

Insulti ai giocatori inglesi dopo EURO 2020 - Photo by FanPage

Insulti ai giocatori inglesi dopo EURO 2020 – Photo by FanPage

Il razzismo è un reato

Purtroppo in Italia siamo ancora ben lontani. Il nostro calcio è sporco e cattivo e senza generalizzare, ma ormai sono anni che nessuno prende seriamente le distanze cercando di andare alla radice del problema per tentare di estirparlo e combatterlo. Servono pene esemplari, servono interventi e provvedimenti seri, perché la prossima volta che un razzista metterà piede in uno stadio con l’intento di insultare, dovrà finire direttamente in prigione. Il razzismo è un reato.

 

SPORTCAFE24.COM

Facebook

I NOSTRI CLIENTI

BETCAFE24