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La Opinión

See you Ronaldo, we don’t miss you

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Non è stato una bandiera bianconera, non è stato un Alessandro Del Piero o un Gaetano Scirea, ma solo uno dei più grandi fuoriclasse che ha indossato la maglia della Juventus. Uno sfizio milionario, un capriccio costoso, che gli Agnelli si sono voluti togliere durante la gestione dei record, ricca di scudetti e ahimè povera di trofei internazionali.

Se ne va da sbruffone, se ne va da spaccone, come sempre lo è stato in campo e sui social (meno nella vita privata), a bordo di un jet privato per cercare fortuna in quel di Manchester, come se la Juventus fosse la Pistoiese o la Longobarda.

Se ne va da perdente, perché non è riuscito ad esaudire il sogno di una tifoseria che dura ormai dal lontano 1996.

Se ne va come un giocatore qualunque della rosa, che infastidito dai compagni e messo all’angolo dal ritorno di Allegri, decide di ‘abdicare’ nonostante l’assenza di offerte provenienti dai grandi club del gotha europeo.

Dopo il “no” ricevuto da Florentino Pérez per un clamoroso ritorno a Madrid alla corte di Ancelotti, – condito da un post sui social come se fosse Papa Francesco o Barack Obama – , e il ritardo che si sta registrando nella chiusura dell’affare Mbappé-Real, operazione che avrebbe portato Ronaldo al fianco di Messi e Neymar a Parigi come copertina del prossimo mondiale in Qatar, Mendes ha deciso di giocarsi le ultime carte per piazzare CR7 allo United o City.

Pep Guardiola, sotto ansiolitici da quando sono iniziate le trattative tra l’agente di CR7 e il club inglese, ha fatto lobbing nei confronti della società, in particolare su Khaldun al-Mubarak per non concludere positivamente l’operazione, in quanto incompatibile con l’ex stella blaugrana sia dal punto di vista comportamentale che tattico. “Millor mort, que entrenar CR7“, sarebbe stato il suo pensiero.

Ma quando tutto sembrava precipitare con un fantozziano viaggio a vuoto verso la Manica, lo United si è deciso di completare l’operazione ritorno sotto l’egida di Sir Alex Ferguson, un deal da 28 milioni di euro più contratto biennale, che sarà ripagato lautamente dall’effetto marketing prodotto da Ronaldo.

La Juventus perde un pezzo da novanta, un fuoriclasse che le ha permesso di conquistare dei scudetti nella fase calante dell’era dei record. I tifosi juventini, invece, non perdono nulla, Ronaldo non era una bandiera, ma solo un grande star che ha calpestato il grande palcoscenico dello Stadium.

Anche il calcio italiano non perde praticamente nulla, in quanto l’addio di un grande 35enne non farà perdere l’appeal di un campionato privo di stelle, ma che sarà il più bello degli ultimi vent’anni. Siamo sempre campioni d’Europa.

See you Ronaldo, we don’t miss you

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