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Mercato Milan: tre buoni motivi per prendere Kakà

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MILANO, 7 AGOSTO – Kakà si, Kakà no: questo è il dilemma. Ma è proprio così? Alzi la mano quale tifoso juventino non abbia mai sognato un romantico ritorno di Zidane, un tifoso interista che non sperasse lo scorso gennaio nel nuovo sbarco a Milano di Eto’o, e quale tifoso milanista non sogni di rivedere ancora una volta Kakà con la maglia rossonera. A sfogliare la margherita deve pensarci la società, che insieme alle ragioni di cuore deve tener conto di quelle economiche: per i tifosi conta solo la passione. E per tanti anni era in quel numero 22, sotto il nome di Kakà.

FATTORE C: CUORE, CLASSE…CASA – Alla base di una nuova ed eventuale trattativa, sempre in attesa dell’incontro che si terrà questa sera a cena fra Galliani e Perez, vi è senza dubbio un motivo: riaccendere il fuoco e l’entusiasmo dei tifosi rossoneri dopo gli addii di Thiago SilvaIbra. E quale nome, se non quello del brasiliano, riporta più di ogni altro alla emnte i recenti successi europei e mondiali del Milan? Quanti sarebbero i supporters ancora disposti a chiedere indietro i soldi dell’abbonamento allo stadio? Kakà è Kakà, uno di famiglia per Berlusconi, uno di casa a San Siro per tutto il popolo rossonero. A quel punto sì che le tante partenze motivo dello sconforto legittimo dei tifosi del Milan verrebbe smorzato. Il cuore, ma non solo. Kakà non è più stato quello del Milan al Real, vero, ma la pubalgia ha rappresentato un grosso problema nell’inserimento del brasiliano nelle merengues, e ritrovare un posto da titolare è risultato più difficile del previsto, specie con l’arrivo di Ozil nel suo ruolo viste le garanzia fisiche che tardavano ad arrivare. Ciò nonostante anche nell’ultima stagione ha dato il suo contributo con 8 gol e diversi assist, pur partendo poco da titolare ma raggiungendo comunque ben 40 presenze stagionali. Da non sottovalutare un ulteriore aspetto: la voglia di rivincita del ragazzo, che ritroverebbe nuova linfa nel suo habitat naturale. I prossimi mondiali in Brasile rappresentano una motivazione già sufficente per credere nella voglia di riscatto del ragazzo, e l’amore verso i colori rossoneri non è mai svanito. Ultima considerazione, la più importante, a livello tattico: Allegri predilige i giocatori di movimento, che sappiano inserirsi e creare imprevedibilità nella manovra offensiva senza troppi punti di riferimento. Riassunto in un solo nome, Kakà. Certo la dinamicità non può essere più quella di un tempo, mista alla progressione palla al piede che era la prerogativa e marchio di fabbrica dell’ex 22 rossonero, ma l’essere da sempre un trequartista atipico, più concreto e mobile, che statico e fantasioso rispetto al classico numero 10, lo farebbe rientrare nelle grazie di Allegri. Con Cassano o Boateng, e Pato come terminale offensivo, formerebbe un potenziale offensivo di enorme qualità: la carta d’identità dice appena 30 anni, sicuri che Kakà sia già finito?

 

Orazio Rotunno

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