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Agnelli, dimissioni? Il sostituto può essere il braccio destro di Elkann. Uefa pronta a trattare con gli scissionisti

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Ci piacerebbe pensare che sia stato il sentimentalismo a far crollare il castello di carte della Super League. Il modo di vivere il calcio in Inghilterra, quello delle curve, delle trasferte a Stoke e delle pinte, non si sposava con il progetto di Agnelli-Florentino. Che siano state solo le proteste dei tifosi e dei calciatori a far saltare il banco, però, è ipotesi fantasiosa.

UEFA AL TAVOLO DELLE TRATTATIVE

Ci sarà stata una compartecipazione, ma la domanda da porsi è solo una: cosa otterranno dalla UEFA i rivoltosi? Non sanzioni, non dure ripercussioni per il loro comportamento. Più verosimilmente, un tavolo di trattative che porterà ad una redistribuzione degli introiti e ad un rimodellamento del Fair Play Finanziario. Sarà concessa una maggiore libertà di manovra ai club indebitati fino al collo: insomma, il bello e cattivo tempo.

Dalla Francia arriva poi la voce di un accordo con un fondo inglese da parte della UEFA che permetterà la costruzione di una nuova Champions dal valore di ben 7 miliardi, che fungeranno da ristori per i vari club. Sembra una logica da Gattopardo: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. O almeno è ciò che avrebbe in mente la UEFA, che vuole espandere le competizioni per incassare ancora di più. L’ente presieduto da Aleksandr Ceferin ne esce mediaticamente vincitore, ma non può sedersi sugli allori. Chi è senza peccato scagli la prima pietra: un progetto di riforma calcistico resta inevitabile per salvare il sistema calcio.

DIMISSIONI DI AGNELLI: IL NUOVO PRESIDENTE

Intanto a Torino rimbalza una voce che, per ora, viene smentita dalla Juventus: Andrea Agnelli potrebbe dimettersi dopo la figuraccia planetaria.

Non è un segreto che la testa del rampollo della famiglia sia a rischio da mesi, nell’ultimo anno la Juventus ha collezionato tante figuracce a livello mediatico, dal caso Suarez alla Super League. Chi al suo posto? Si parla di Alessandro Nasi, vice presidente di Exor, braccio destro di John Elkann. Di sicuro, la posizione di Agnelli è veramente difficile da difendere.

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