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Juve, non è tutta colpa di Pirlo: gli alibi del tecnico

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Il pareggio contro il Verona ha lasciato un senso di resa e di abbandono di qualsiasi velleità per la vittoria del campionato da parte della Juventus, che si trova a -10 punti dalla vetta, anche se con una partita in meno. Tutti gli occhi sono puntati su Andrea Pirlo, che, se dovesse uscire dalla Champions League contro il Porto, potrebbe inaspettatamente trovarsi sulla graticola.

Tutta colpa del tecnico? Non proprio, perché, in una stagione travagliata come mai era stato negli ultimi 9 anni, il tecnico ha sicuramente degli alibi, che possiamo riassumere in 3 macro punti.

⚫ Rivoluzione

Pjanic, Matuidi, Douglas Costa, Higuain, lo stesso De Sciglio: tutti calciatori che avevano fatto il loro tempo alla Juve e per questo motivo sono stati ceduti. Cambiare, però, di punto in bianco 5-6 persone nell’undici titolare non è di certo facile, soprattutto quest’anno.

Il centrocampo è stato rivoluzionato, introducendo Arthur, Mckennie, Chiesa, talvolta Kulusevski e impiegando Ramsey in una posizione diversa rispetto all’anno scorso. L’ex Fiorentina è arrivato l’ultimo giorno di mercato, mentre Morata a settembre inoltrato: sono stati buttati subito nella mischia, senza avere nessun tipo di tempo di adattamento. Molte volte ha giocato Frabotta, mentre in attacco Dybala non c’è mai stato.

Insomma, amalgamare tutti questi calciatori nuovi non era facile, soprattutto in una stagione travagliata dal Covid e dalla mancanza di prestagione come quella di quest’anno. Bisogna dare tempo, o quantomeno almeno una stagione tipo con i calciatori che si conoscono da molto tempo.

⚫ Infortuni

Ce lo si poteva aspettare, senza nessun tipo di preparazione fisica e con molti impegni ravvicinati. Ma arrivare a marzo con metà squadra fuori per infortunio, tra cui alcuni calciatori decisivi – Cuadrado, Dybala, Morata, Arthur – sinceramente è da attribuire alla sfortuna più che ad altro. Alcuni tra questi, inoltre, non sono infortuni muscolari: la Joya ha avuto un problema al collaterale mediale del ginocchio, Morata è alle prese con un virus e Arthur ha una calcificazione dovuta a una botta.

Insomma, in una stagione con impegni così ravvicinati, avere solo 11 calciatori di movimento della prima squadra, come accaduto a Verona, è praticamente un invito a nozze per gli avversari.

⚫ Squadra giovane

L’ha detto anche Pirlo a più riprese: avere tanti ragazzi giovani in rosa comporta qualche problema, perché si ha poca esperienza e personalità nei momenti in cui conta e bisogna soffrire. Lo si è visto contro il Verona, quando, in un momento di difficoltà, la squadra non ha saputo gestire bene il pallone. E se è vero che calciatori come Demiral, Mckennie, Kulusevski, Chiesa sono di grandissima qualità, è anche vero che non possono avere la stessa esperienza di calciatori come Pjanic o Matuidi, che, anche in fase calante, avevano la prontezza di gestire determinati momenti. La ricetta è sempre la stessa: aspettare.

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