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Sarri è l’ago della bilancia, Italiano, De Zerbi e Juric scalpitano: il quadro delle (prossime) panchine in Serie A

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Un giro di panchine infinito, un valzer di voci che prendono forma ora come chiacchiere da bar e poi diventano più definite, più udibili, più rumorose. Ci sono tante panchine calde in Serie A e altre che invece hanno ancora da riscaldarsi. Tutti studiano, tutti operano, al di là di chi è sicuro di tenersi il proprio allenatore. È abbastanza saldo Pirlo, la cui riconferma non dipenderà solo dai risultati ma da cosa si aspetta la Juventus nel lungo periodo. Saldissimo Pioli, che è andato ben oltre le più rosee aspettative.

Il divorzio traumatico tra Conte e l’Inter non è un’ipotesi da accantonare ma serve comunque uno scenario apocalittico, mentre quello che si sta delineando ora – almeno sul campo, in società no – è più che roseo. Le tre sorelle del campionato insomma hanno timonieri saldi, in controllo. Aria di riconferma – non ci sarebbe bisogno neanche di dirlo – a Bergamo e nella Roma biancoceleste, con Inzaghi pronto a rinnovare. Chi cambia, allora? Cambia chi giace nei bassifondi, insomma, che cambia non tanto per costruire dalle fondamenta ma per rimettere insieme alcuni cocci. Cambia chi è costretto a porsi come punto di partenza per la carriera del suo allenatore.

Chi rischia di perdere un patrimonio, in questo senso? Sassuolo, Spezia, Verona. Sia De Zerbi che Italiano e Juric sono l’exploit della Serie A, con concetti talvolta differenti ma solidi ed efficace. Logico che, se si dovessero spalancare le porte di una big, dovrebbero cambiare. In questo senso il Napoli riflette: un nome così, giovane, innovativo e motivato, può fare davvero al caso degli azzurri. Che saluteranno Gattuso e accoglieranno il nuovo tecnico: uno di questi tre sopracitati, o ancora Sarri, o ancora un nome ancora da pescare dal cilindro.

Proprio Sarri è l’ago della bilancia, il nome forte conteso da tre realtà: Napoli, Roma e Fiorentina. Anche Fonseca e Prandelli sono sulla graticola: il secondo molto più del primo. A Roma cambierebbero solo per mettere il marchio Friedkin ad un eventuale nuovo corso e solo per un top. Sarri, quindi, o Allegri. A Firenze invece l’alternativa a Sarri è Gattuso o, perché no, Italiano. De Zerbi scalpita, è un ronzio di sottofondo un po’ per tutti. Anche perché tutto è estremamente collegato e ad incastro.

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