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La Opinión

Pirlo, di che ti lamenti? Lukaku il miglior calciatore della Serie A, la Roma lavora (bene) in incognito

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Peggio della prestazione di una Juventus sfilacciata, inconcludente seppur pericolosa, contro il Napoli, c’è solo l’intervista post-partita di Andrea Pirlo. Non per una questione di “stile Juve”, un concetto vecchio quanto il tempo se rapportato ad Agnelli contro Conte e le urla di Paratici-Nedved contro gli arbitri. La verità è che accusare l’arbitro, per la sconfitta contro il Napoli, denota una tempra e una mancanza di freddezza che un allenatore d’elìte non potrebbe permettersi. Non perché parlare d’arbitraggi non sia giusto, ma perché bisognerebbe analizzare gli episodi a mente lucida. Il rigore per il Napoli è netto in virtù di una sbracciata plateale di Chiellini su Rrahmani e no, il secondo giallo per Di Lorenzo non c’è, perché Chiesa cerca vistosamente il contatto e rotola appena sfiorato.

Non sufficiente per estrarre il secondo giallo. Piuttosto, Pirlo avrebbe dovuto rimproverare l’ex viola, che senza la furbata in cerca dell’espulsione del terzino azzurro, avrebbe avuto una prateria verso la porta di Meret. Ecco, meno scuse, meno attribuzioni all’episodio in sé e più indagini per capire dove risiede il problema della Juve. Che è solida quando c’è da difendere, solitamente, ma meno quanto deve cingere d’assedio gli avversari. Bernardeschi così non funziona, Chiesa ottimo ma dà l’impressione di partire troppo lontano dalla porta. Ronaldo, senza i goal, è un fantasma: basta come centravanti vecchio stampo, anche in momenti clou, ma nell’economia di 90 minuti di gara va ricercato. Il Napoli ha vinto perché è stato osso duro e ha dimostrato ben altra tenacia.

C’è un nuovo padrone, in Serie A, ed è l’Inter: non quella di Antonio Conte, quella di Romelu Lukaku. Non c’è dubbio che il confronto con Ronaldo veda il belga superiore nell’economia dell’Inter: perché fa più reparto, fa più squadra, è più decisivo e il suo peso specifico sull’andamento della squadra è superiore. Romelu Lukaku è, ad oggi, il miglior giocatore – e il più decisivo – della Serie A. L’Inter ha fatto una scommessa importante, s’è suicidata nelle Coppe per cercare l’obiettivo grosso. Non c’è più l’ingolfamento dei calendari, c’è però una spada di Damocle pesante come quella del risultato. Nei prossimi tre mesi serviranno energie fisiche, mentali e prove di resistenza allo stress fuori dal comune. Un’impresa non semplice conoscendo l’ambiente Inter.

Una menzione d’onore per la Roma, al termine dei giorni di Serie A. Ha 43 punti, occupa la terza piazza, ha liquidato l’Udinese con un 3-0 senza appelli. Se recupera Dzeko e cambia ruolino di marcia negli scontri diretti, il girone di ritorno può portare un piazzamento Champions fondamentale senza troppi patemi. Lo raggiungerebbe in incognito, contrariamente agli scenari apocalittici descritti nel racconto che si fa della vita a Trigoria.

Vittorio Perrone

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