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Conte e Pioli: lo strano destino degli opposti

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Conte e Pioli: destini opposti?

Conte è sulla graticola, Pioli sempre più sicuro di restare. In quanti avrebbero detto, prima dell’inizio di questa stagione, che a dicembre si sarebbe arrivati a questo punto? Il fallimento contro un Real Madrid decimato e l’ennesima conferenza inzuppata di scuse del tecnico salentino, ha portato ad una rottura totale con la dirigenza nerazzurra. Marotta si sta stufando dei piagnistei del suo tecnico che percepisce 12 milioni l’anno, ma che non fa altro che lamentarsi. Dall’altra parte l’aziendalista Pioli ha costruito una squadra solida in grado di far tornare a sognare i tifosi dopo anni bui.

Conte-Inter: insieme per forza

Suning e Conte sono arrivati ad un punto di rottura. La proprietà è convinta di aver costruito una squadra competitiva in grado di alzare almeno un trofeo a fine stagione. Conte, invece, continua a parlare di crescita e di squadra ancora non pronta. Come se non bastasse, la squadra sembra del tutto fuori controllo. Vidal, giocatore fortemente voluto da Conte, si sta rivelando più dannoso che inutile. Hakimi, che doveva essere il valore aggiunto sulla fascia, sembra la versione 2020 di Gresko. La difesa ha già incassato 20 gol in 12 partite tra campionato e Champions. Il tutto, tralasciando il caso Eriksen che Suning ha fortemente voluto e Conte continua ad ostracizzare.

Il tecnico rimane al suo posto semplicemente perchè un esonero sarebbe più  dannoso per la proprietà. Non va dimenticato infatti, che oltre a Conte l’Inter ha ancora sotto contratto Spalletti e i suoi cinque milioni netti l’anno. Non è pensabile cacciare l’ex Ct e mettere un terzo allenatore sotto contratto. Il tecnico quindi rimane al suo posto perchè dimettersi e rinunciare al suo lauto compenso proprio non ci pensa. Se, però, le cose dovessero precipitare potrebbe presentarsi uno scenario incredibile ovvero l’esonero di Conte e il ritorno di Spalletti. Da capire quanto il tecnico di Certaldo sia intenzionato a tornare fino alla scadenza del suo contratto a giugno per poi abbandonare nuovamente la squadra.

Conte vicino all'addio?

Pioli-Milan: rapporto perfetto

Diverso il rapporto tra Pioli e il Milan. Il tecnico emiliano la scorsa stagione ha convinto Elliot a stracciare l’accordo con Rangnick e in questa prima parte di stagione ha rafforzato il suo operato. Arrivato tra mille scetticismi, da dopo il lockdown ha perso una sola gara, contro il Lille in Europa League, e guadagnato il primo posto in classifica in campionato, vincendo tutti gli scontri diretti. Il suo contratto da due milioni a stagione scade nel 2022 e in questo momento nulla fa pensare che non verrà rispettato. Pioli ha saputo valorizzare i giovani del Milan come Saelemakers, Bennacer, Hauge e Gabbia e rigenerato giocatori come Calabria, Rebic e Calhanoglou. Ora attende dei rinforzi per gennaio, primo tra tutti un difensore centrale, per continuare il progetto iniziato.

Pioli a differenza di Conte non si è mai lamentato in conferenza stampa, non ha mai attaccato arbitri e dirigenza e si è sempre assuntole sue responsabilità. Uno stile del tutto diverso che lo ha portato a farsi apprezzare da tifosi e dirigenza. Il Milan, a differenza dell’Inter, non ha alcuna velleità di vittoria, quindi il tipo di pressione è diversa. Il tecnico ha come obiettivo riportare la squadra in Champions League. Centrarlo non sarà facile, ma la squadra segue molto i dettami del tecnico che è riuscito a trovare un assetto stabile con il 4-2-3-1. Nessuna nube c’è nel futuro di Pioli, il normalizzatore che ha riportato in alto il Milan.

Pioli-Conte: destini opposti?

    Davide Luciani

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