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Sarri-Juve, giocatori spaccati: chi sta con il tecnico?

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Sarri-Juventus: chi è contro il tecnico?

Maurizio SarriJuve, aria di divorzio. Le gare di Coppa Italia hanno evidenziato una spaccatura profonda tra le idee del tecnico e la squadra. A questo punto l’allenatore deve andare alla conta per capire chi è ancora con lui. Ad un’analisi attenta è infatti evidente come gran parte dello spogliatoio non sia entrato in sintonia con le idee e le metodologie del nuovo allenatore. Occorrerà capire al più presto se lo strappo sia ricucibile o meno. Molto dipenderà anche dal peso dei senatori e dalla loro volontà di aiutare l’allenatore. Vediamo nel dettaglio chi è ancora dalla parte del tecnico e chi, invece, ha più di un dubbio su di lui.

Giocatori pro Sarri

Dalla parte di Sarri ci sono sicuramente Cuadrado,  Danilo, Bentancur e Alex Sandro e Matuidi. Sono loro i fedelissimi del tecnico, quelli a cui ha dato maggior fiducia nei ruoli chiave finendo per essere ripagato. In questa categoria potremmo mettere anche Khedira, Douglas Costa e Ramsey, cui Sarri ha sempre riservato un occhio di riguardo, quando li ha avuti a disposizione. Diciamo che questi sette formano il blocco dei fedelissimi, coloro che remano dalla parte del tecnico e che daranno il massimo fino alla fine.  Dalla sua parte ci sono anche Demiral e De Ligt, giovani con cui Sarri ha avuto pazienza nell’aspettarli e difenderli dalle critiche.

Tra i big della squadra, l’unico apertamente schierato con Sarri è Dybala. L’argentino è passato dall’essere un peso a giocatore determinante grazie al tecnico che lo ha rilanciato in grande stile, puntando decisamente su di lui. E’ solo grazie a Sarri, se Paulo è tornato al centro del villaggio bianconero.

Giocatori contro Sarri

Qui l’elenco è fatto di nomi importanti. I più scontenti sono senza dubbio Pjanic e Ronaldo. Il bosniaco è rimasto scontento della gestione del tecnico che, prima ne aveva fatto un punto fermo, salvo poi scaricarlo senza dargli il necessario supporto. In effetti, Sarri credeva di trovare nell’ex Roma l’erede di Jorginho, senza rendersi conto che questo non sarebbe mai potuto accadere perché Pjanic non è un regista puro. Le voci sul Barcellona e la staffetta con Bentancur hanno finito per incrinare ancora di più il rapporto, perché l’allenatore non ha mai speso una parola su d lui.

Un altro giocatore fortemente contrario a Sarri è Ronaldo. Ormai è chiaro che la convivenza tra i due è impossibile. Sarri pretende dal portoghese dei movimenti che  lui si rifiuta di fare, forte com’è della propria storia. La diatriba tra la volontà del tecnico di vederlo falso 9 e quella del giocatore di giocare sulla fascia è solo l’ultima goccia. A settembre si rischia una specie di ultimatum da “o io o lui”. E la Juventus non può permetterselo.

In mezzo al guado c’è lo zoccolo duro della Juve, composto dai tre italiani Buffon, Chiellini e Bonucci. Loro tre, per storia e tradizione, tentano di tenere unito lo spogliatoio, sapendo che questo è l’unico modo per ottenere risultati. Dall’altra parte, però, hanno più di un dubbio sula gestione di Sarri dal punto di vista tattico e motivazionale. Il fatto che, in finale di Coppa Italia, fosse Buffon a trascinare i suoi mentre Sarri sedeva mestamente in panca la dice lunga. La vecchia BBC non si schiererà mai apertamente contro Sarri, ma non è neanche catturata dal suo modo di gestire la squadra. Diciamo che non saranno tra coloro che vorrà trattenerlo.

Contrari a Sarri sono anche Szczesny, Rabiot, Bernardeschi e Higuaìn. Il rapporto tra l’argentino e il tecnico si è sfilacciato mano a mano tra la parentesi con il Chelsea e quest’annata bianconera. L’ex Real credeva che Sarri lo avrebbe protetto dalle critiche e rilanciato. Il tecnico, invece, sia a Londra che a Torino, lo ha messo sempre in discussione, non trasmettendogli mai la fiducia che il Pipita si attendeva.

Rabiot e Bernardeschi invece sono uniti dal fatto che il tecnico non ha mai dato loro piena fiducia. Hanno fatto la spola tra campo e panca senza soluzione di continuità, non hanno mai veramente capito cosa Sarri volesse da loro e la loro fiducia nei suoi metodi è andato via via scemando.

Per il portiere polacco il discorso è puramente tattico. L’ex Arsenal è molto in difficoltà con gli schemi difensivi del tecnico che più di una volta lo hanno costretto agli straordinari. Per lui, passare dal parare due-tre palloni a gara a subirne il doppio è stato uno schock. I metodi difensivi del tecnico non lo convincono, come la sua gestione sui piazzati.

Sarri-Juve, quale futuro?

A questo punto il divorzio tra Sarri e la Juve sembra inevitabile. Troppe crepe nel rapporto con i giocatori e troppi equivoci hanno portato ad un punto di rottura difficilmente sanabile. E’ probabile che la squadra faccia fronte comune in vista di questo finale di stagione,ma il destino del tecnico toscano sembra segnato. Troppo diverso il suo mondo da quello bianconero per poter durare un altro anno.

SPORTS AGENCY SC24

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