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Piatek-Milan: grande illusione o semplice incapacità?

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Piatek-Milan: ecco perchè è stato un acquisto flop

Quella di Krzysztof Piatek al Milan è una storia che rende bene l’idea di caos che regna nell’ambiente rossonero. Il polacco fu acquistato in fretta e furia dal Genoa il 23 gennaio 2019 per 35 milioni cash più bonus. Furono in molti a sorprendersi dell’operazione per due motivi. il primo è che il polacco era da appena sei mesi in Italia e vi erano ancora dubbi sulla sua capacità di reggere nel lungo periodo. Il secondo è che un’operazione così onerosa a metà stagione rischiava di avere più rischi che benefici. Alla fine, i detrattori hanno avuto ragione. il polacco doveva essere il centravanti del Milan per i prossimi cinque, ma è stato scaricato dopo due mezze stagioni.

Piatek-Milan e la fretta di Leonardo

L’acquisto in fretta e furia di Piatek da parte del Milan, parte da lontano. In particolare dall’affare Bonucci-Caldara-Higuaìn con la Juventus dell’estate precedente. Più in generale l’incapacità di Leonardo di avere una visione d’insieme della situazione ha creato problemi a non finire ai rossoneri in quella stagione. L’acquisto per sei mesi dell’ex Real Madrid costò  10,208 milioni di euro (ai quali va aggiunto lo stipendio versato all’argentino dal club rossonero). Dal momento in cui fu chiaro a tutti che Gonzalo non aveva intenzione di rimanere al Milan fino a fine stagione (anche a causa della gestione Gattuso), il brasiliano ha optato per la soluzione di emergenza, bussando al Genoa dell’ “amico” Preziosi. Si è arrivato così all’acquisto di u giocatore che rappresentava un’autentica incognita.

Piatek sei mesi prima era stato pagato quattro milioni di euro al Ks Cracovia. All’arrivo al Genoa, tutti scoprirono il polacco. In poco tempo,  il Pistolero conquistò tutti, mettendo a segno 19 reti in 1.773 minuti, ovvero un gol ogni 93 minuti. Per questo il Milan si convinse che lasciar partire Higuaìn e prendere Piatek fosse un buon affare. Così anticipò tutti e portò il polacco a Milano.

Perchè non ha funzionato

I primi sei mesi di Piatek in rossonero non furono disastrosi. Il polacco alla fine mise a segno 11 reti in 1.638 minuti, ovvero un gol ogni 148 minuti. Il grande errore è stato pensare che al Milan potesse avere le stesse cifre del Genoa. Era folle immaginarlo perchè le due situazioni non erano comparabili. Al Genoa tutta la squadra giocava per lui e il polacco sentiva la fiducia di tifosi, compagni e società. Al Milan, l’ambiente era isterico e a Piatek e non era permesso il minimo errore. La confusione societaria e l’ansia di dover per forza centrare l’obiettivo Champions hanno fatto il resto. Il polacco è stato contestato molto prima di non iniziare a segnare. C’è stato chi gli rimproverava uno scarso apporto alla squadra in fase di non possesso, chi di non capitalizzare ogni azione da gol. Insomma: un po’ di tutto.

Così, già in estate si è iniziato a dire che Piatek doveva dare di più, che i gol non bastavano. Quando ha smesso anche di segnare il suo destino è stato segnato. A settembre già si parlava di una sua cessione a gennaio, a novembre era già fuori dal progetto, a gennaio era ormai un brocco colossale da cui liberarsi.

Troppa fretta

La verità è che le aspettative su di lui sono sempre state esagerate. Piatek non sarà mai un Ronaldo o un Van Basten. E’ un buon attaccante che ha bisogno del supporto della squadra. Al Genoa lo aveva, al Milan no. Del resto, come lui stesso ha detto quando ha lasciato i rossoneri, “se il milan cambia ogni anno attaccante un motivo di sarà”. Ai rossoneri è sempre mancato un gioco definito. Con Gattuso la cosa era impossibile, a Giampaolo non è stato dato tempo e Pioli è stato chiamato a buoi già scappati.

Piatek andava aspettato e protetto. Si è preferito azzerare tutto è ripartire. Sono stati commessi molti errori nell’affare con il Genoa, dall’ipervalutazione all’eccessiva pressione fino alle critiche insensate. La cessione all’Hertha per 27 milioni è un fallimento totale, non tanto per la cifra incassata quanto per la gestione di tutto l’affare. Da fenomeno a brocco in meno di un anno. Piatek rappresenta perfettamente l’isteria che regna in casa Milan.

 

 

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1 Comment

1 Comment

  1. Franco Baresi

    17 Maggio 2020 at 2:38

    Articolo letteralmente incommentabile.

    Piatek non sta segnando neanche in Germania, è fermo ad un golletto su azione, e il nuovo allenatore dell’Hertha Berlino preferisce il mediocre trentacinquenne Ibisevic a Piatek. E l’Hertha è una squadra che lotta per non retrocedere in Bundesliga.

    Chiedo: secondo voi per quale assurda ragione il Milan avrebbe dovuto aspettare e proteggere (!?!?) un attaccante che si sta dimostrando talmente mediocre da non riuscire ad imporsi nemmeno in Bundesliga? Un attaccante che, al netto dei sei mesi d’oro tra Agosto 2018 e Marzo 2019, nei quali gli riusciva tutto, è sempre stato un mediocre (nemmeno in Polonia era capocannoniere, e anche mediocri carneadi a fine carriera come Igor Angulo segnavano più di lui)?

    Ma chi è Piatek?!?!

    Chi è Piatek per meritare di essere “aspettato e protetto” dal Milan quando, dati alla mano, nemmeno in una squadra da lotta retrocessione un Bundesliga fa la differenza?

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