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Arte&Cultura

Macchiaioli al Castello Visconteo di Pavia

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Macchiaioli, l'ingresso a Pavia
Macchiaioli a Pavia

Macchiaioli a Pavia

I macchiaioli sono rappresentati in una bella mostra presso le suggestive sale delle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia fino al prossimo 20 dicembre 2015, nello specifico attraverso la selezione di opere che compone “I Macchiaioli. Una rivoluzione d’arte al Caffè Michelangelo” con progetto espositivo ideato, prodotto e organizzato da ViDi in collaborazione con il Comune di Pavia e curato da Simona Bartolena insieme a Susanna Zatti, direttore dei Musei Civici di Pavia. Nella seconda metà dell’Ottocento, Firenze è una delle capitali culturali più attive in Europa e diventa ben presto punto di riferimento per molti intellettuali provenienti da tutta Italia. Intorno ai tavoli di un caffè cittadino, il Michelangelo, si riunisce un gruppo di giovani artisti accomunati dallo spirito di ribellione verso il sistema accademico e dalla volontà di dipingere il senso del vero. Il nome “macchiaioli”, usato per la prima volta in senso dispregiativo dagli accademici, viene successivamente adottato dal gruppo stesso in quanto incarna perfettamente la filosofia delle loro opere.

Macchiaioli, l'entrata

Macchiaioli, l’entrata

LE CARATTERISTICHE – La macchia è per i macchioli il mezzo per catturare il vero nelle sue più immediate impressioni. La novità sta nel valore che questi artisti le attribuiscono: non più un passaggio nella costruzione dell’opera, ma lo stadio finale del dipinto. I macchiaioli vedono la macchia non come abbozzo, ma come scienza. “Una sola macchia di colore per la faccia, un’altra per i capelli, l’altra, mettiamo, per la pezzuola, un’altra per le mani e per i piedi, e così per il terreno e per il cielo” spiega puntualmente Adriano Cecioni. Macchiaioli all’inizio, come spesso accade per le grandi correnti artistiche, era un termine spregiativo nel 1856 la giuria deputata a selezionare le opere da esporsi alla Promotrice rifiuta due opere di Telemaco Signorini per “eccessiva valenza di chiaroscuro”. L’artista viene di fatto definito “effettista” e “macchiaiolo”. Qui incomincia la rivoluzione dei macchiaioli. E’ l’anno zero, l’inizio di uno sguardo nuovo, quello che Francesco Arcangeli attribuisce alla “religione del vero. Dalla fissità neoclassica alla fissità del dagherrotipo, l’immagine, attraverso la liberazione tecnica della macchia, tocca una fissità più umana; anzi lo stupore di un occhio che, pur entro limiti spesso brevi, sembra che guardi per la prima volta.”

“Gli antichi, i quattrocentisti, i trecentisti e Raffaello e Leonardo e Donatello e Michelangiolo ed altro saranno sempre da guardarsi e adorarsi, ma non da imitarsi” Giovanni Fattori

 

Macchiaioli, manifesto

Macchiaioli, manifesto

PERCORSO MOSTRA- Il percorso espositivo presenta oltre settanta opere provenienti da prestigiose sedi – Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti di Firenze, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Galleria d’arte Moderna di Milano, Galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza, Istituto Matteucci di Viareggio e molti altri – e collezioni private, firmate dai principali esponenti del gruppo dei Macchiaioli quali Telemaco Signorini, Giovanni Fattori, Giuseppe Abbati, Silvestro Lega, Vincenzo Cabianca, Adriano Cecioni, Vito d’Ancona, Raffaello Sernesi, Odoardo Borrani e altri. Un racconto suggestivo porterà il visitatore a immergersi in un momento storico e culturale molto vivace, da cui emergeranno i fermenti di rivolta di questi nuovi pittori, insieme alle loro forti personalità artistiche e umane. La mostra si concluderà con le nuove generazioni che frequentarono il Michelangelo negli anni successivi a quelli vissuti dal gruppo storico, indagando il Caffè fino alle fasi più tarde della sua storia per arrivare all’eredità della macchia con opere di Giuseppe de Nittis, Federico Zandomeneghi e Giovanni Boldini. Tra le opere più significative di Odoardo Borrani “Personaggi”, acquarello; di Telemaco Signorini “Personaggio con tuba”, acquarello; di Angiolo Tricca “Tre macchiette”, acquarello; di Giovanni Boldini “Odoardo Borrani”, acquarello; di Serafino de Tivoli “Villa salviati”, olio su tela; di Lorenzo Gelati “Paesaggio sul lago”, olio su tavola.
L’obiettivo della mostra è quello di indagare i protagonisti e l’evoluzione di questo movimento fondamentale per la nascita della pittura moderna italiana. Il punto di vista adottato racconta nello stesso tempo l’importanza storico artistica del movimento, i suoi rapporti con la scena francese, le novità tecniche introdotte dai pittori del gruppo, ma anche la quotidianità della vita al Michelangelo, seguendo il filo dei racconti, degli scritti, delle lettere lasciate dai protagonisti. Un modo di narrare la vicenda poco consueto, che appassionerà anche il pubblico meno esperto.

Macchiaioli alle Scudeire del Castello Visconteo, Viale XI Febbraio 35, 27100 Pavia (PV). Telefono 0382.33676 . E-mail info@scuderiepavia.com

Redattrice per riviste locali e nazionali, da sempre con il tarlo per l'arte e per la musica. Già professore d'orchestra e critico musicale è curatrice della rubrica Arte Genova per L'Eco della Riviera e orgogliosa nuova leva di SportCafe24 per segnalare le grandi mostre in Italia e in Svizzera, perché l'arte è dei giovani!

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