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Un anno senza Conte: 365 giorni fa c’era un’altra Juve

Antonio Conte, ex tecnico della Juventus. Allegri ha superato il suo predecessore

Antonio Conte, ex tecnico della Juventus. Allegri ha superato il suo predecessore

Un anno fa. Ricordo che il sottoscritto era rientrato a casa verso le 19:45, reduce da un pomeriggio passato fuori e intenzionato a rilassarsi. Non succederà. Una notizia, infatti, sconvolgerà la sua serata, e anche la sua settimana. “Clamoroso, Conte rompe con la Juve”, la prima notizia. La seconda è traumatizzante: “Ufficiale, Conte si dimette da allenatore della Juve”.

Ricomponiamoci. Ma come si fa? L’allenatore che ha preso la Juventus dalle ceneri, e l’aveva fatta rinascere come una fenice, facendole vincere 3 campionati, l’ultimo dei quali con il record nelle serie maggiori di 102 punti, ha fatto i bagagli ed ha abbandonato al secondo giorno di ritiro.

I tifosi juventini sono inferociti e divisi in due parti: la prima parte dà la colpa alla dirigenza, rea di non aver rispettato patti e promesse, e la contesta l’indomani, quando verrà presentato Massimiliano Allegri; la seconda punta il dito dritto contro Conte, accusato di essere “Schettino 2.0” per aver abbandonato la nave in corsa.

Sono passati 365 giorni e la ferita, per alcuni, resta ancora aperta, soprattutto per gli anti-contiani. Ora non c’è più la Juve di Antonio Conte, ma quella di Max Allegri, la Juve che domina in Italia e fa paura anche in Europa. I bianconeri non hanno subito il colpo, si sono rimboccati le maniche ed hanno stravinto un altro scudetto, hanno riportato la Coppa Italia a Torino dopo 20 anni e, dopo 12 anni, hanno riassaporato la gioia di una finale di Champions League, quella sfortunata di Berlino.

L’ora ct della Nazionale non è stato assolutamente dimenticato e c’è una grande fetta dei tifosi che gli sono ancora affezionati, ma adesso la Juventus è assolutamente diversa. Nel modulo, nei giocatori, nell’allenatore, ma soprattutto nell’impressione che dà all’esterno.

Non è più una squadra che è assolutamente legata al suo allenatore, non c’è più una rosa resa compatta da un suolo uomo, ora l’impressione che dà è che ci sia un gruppo unito.

Come, forse, è sempre stato.

Luigi Fontana

(@luigifontana24)

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