TRA I TESTIMONI SUOI EX COMPAGNI – L’Usada ritiene inoltre di aver ”numerosi corridori che testimonieranno in base alla loro conoscenza personale, acquisita guardando Armstrong mentre si dopava” o tramite ”ammissioni” dell’ex ciclista. Tra questi Geoge Hincapie che avrebbe confermato agli inquirenti l’uso delle sostanze dopanti assieme ad Armstrong. Anche il campione olimpico della cronometro di Atene Tyler Hamilton avrebbe confessato di essersi dopato assieme ad Armstrong. Hamilton, in preda al rimorso, ha compiuto un gesto ancora più significativo: ha restitutio spontaneamente la medaglia d’oro di Atene all’Usada, lo ha dichiarato il presidente dell’agenzia Travis Tygart. Tra gli indagati anche il medico italiano Michele Ferrari Ferrari è accusato dall’Usada, assieme ad altri due dottori, Armstrong e altri 5 tesserati, di aver messo su un sistema basato sul doping dal ’98 al 2011.
ARMSTRONG RIGETTA LE ACCUSE – Il texano non ci sta e respinge le accuse al mittente e ai suoi ex compagni: “Non mi sono mai dopato e, a differenza dei miei accusatori, ho gareggiato per 25 anni senza cali di prestazione e superando oltre 500 test – la replica in una nota di Amstrong -. L’Usada ignora questa fondamentale distinzione e accusa me anzichè coloro che hanno ammesso di aver fatto uso di doping e questo la dice lunga sulla sua mancanza di correttezza e su questa vendetta”. “L’Usada – continua Armostrong – è un’organizzazione finanziata con i soldi dei contribuenti ma governata solo da regole che si sono scritti da soli“. “E ora intendono di nuovo – aggiunge Armstrong – gettare discredito su di me e riesumare accuse che risalgono a piu’ di 16 anni fa, per impedirmi di competere come triatleta e per cercare di togliermi i sette titoli del Tour de France che ho guadagnato”.
Le accuse dell’Usada un primo effetto lo hanno avuto: ad Armstrong sarà vietato di partecipare alle gare di Triathlon, lo sport a cui l’americano si era dedicato dopo l’addio al ciclismo nel 2011.
Francesco Di Santi
