LA RISPOSTA DI PEP – Con la sua solita leggerezza, Guardiola replica al “Kaiser” Beckenbauer con le testuali parole: “Ho un modo diverso di vedere le cose. Se ho di fronte una difesa chiusa cerco di scardinarla coinvolgendo le seconde linee, e’ una tattica che funziona. Sono d’accordo con quanto fatto dai ragazzi in campo al 100%”. Pep non è per la prima volta soggetto a critiche da parte del Presidente onorario del Bayern: a febbraio, infatti, osservò con malizia la posizione di Mario Gotze, che giudicava troppo arretrata.
IL KAISER HA RAGIONE? – Sicuramente, dunque, l’idea di bel calcio di Franz Beckenbauer non si ritrova sicuramente in quella dell’allenatore spagnolo, ma non è detto che abbia ragione o meno. Quante volte vedendo il tipico gioco di Guardiola ci siamo realmente annoiati? Non si tratta di “melanina” a centrocampo, né tantomeno di mancanza qualitativa, per cui è necessario puntare sull’eccellenza tattica. Il “tiki taka”, se il gioco della squadra bavarese si può chiamar così, è espressione di completezza, di intelligenza tattica, di esorbitanza tecnica, di esuberanza qualitativa; quella ricerca di perfezione che un “classicista” potrebbe rimandare alla mentalità greca della kalokagathia: “bello e buono”, come il gioco sempre vincente di Pep Guardiola.
Alessandro Triolo

