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Milan: turnover utile in vista Champions? E Berlusconi vorrà davvero vendere?

Clarence Seedorf

Clarence Seedorf, allenatore del Milan

Aspettando Godot. Nella stagione che ricalca  molto da vicino le terribili annate 96’/97′ e 97’98’, il tifo rossonero è ancora in attesa di quella svolta che può cambiare, almeno per qualche giorno o settimana, l’esito del proprio presente e forse anche del futuro prossimo. Il crocevia ha un nome: non Udinese, ma Atletico Madrid. Dell’avanzamento del club milanese ne trarrebbe giovamento tutto il calcio italiano, mettendo da parte gli ovvii campanilismi. Ma gioverà a Seedorf e al suo gruppo tralasciare l’appuntamento del Friuli, perdendo altri punti per strada, tentando un complicatissimo colpaccio in terra spagnola?

Robinho titolare contro l’Udinese?

PERDERE TUTTO O PERDERE NIENTE? – Riguardo l’importanza strategica del confronto con Simeone e soci, non ci sono dubbi. Per di più, il Milan di Seedorf dopo un naturale rodaggio sta iniziando a giocare e rendersi pericoloso con una certa frequenza. E questo a prescindere dagli elementi che scendono in campo. La mentalità di un fuoriclasse vincente nel calcio giocato da trasmettere ad un gruppo che improvvisamente non vince più. Il problema è che, nel naturale incedere delle cose, i risultati positivi non arrivano e soprattutto nei match che contano. Problema d’approccio, di metodo, di modulo. Forse per questo “Il Professore” sta pensando ad applicare un turnover contro Guidolin. Ma se vincere aiuta a vincere, perchè sprecare l’ennesima occasione di far punti e abbandonare in maniera quasi definitiva l’assalto, anch’esso non facile, al quinto posto? Diktat della dirigenza, che ignora che un’eventuale partecipazione e vittoria all’Europa League darebbe pur sempre un pò di milioni di Euro e un prestigio internazionale, terreno dove i rossoneri non brillano dal 2007? In tutti questi interrogativi, la sola certezza è che tre punti in più in campionato non gioverebbero esclusivamente nei propri confini, ma anche e soprattutto in vista del “Vicente Calderon”.

MILAN IN VENDITA, SCELTA MEDIATICA? – Alla vigilia dell’importante sfida, il presidente del club rossonero trae fuori dal cilindro (al momento giusto?) l’eterno dilemma se vendere o meno la sua “creatura” che ha quasi sempre messo d’accordo i suoi tifosi, a prescindere dall’essere un proprio elettore o meno.  Il prospetto informativo per i “clienti” sembra già essere nelle mani della banca francese Lazard, che già curò con successo la cessione dell’Inter da Moratti a Thohir. Da capire se si tratta della “solita trovata” volta a distrarre l’attenzione dalla squadra, sott’accusa (giustamente) da agosto, oppure se davvero il patron rossonero si sia deciso a lasciare la baracca. Proprio ora, che è più libero da impegni istituzionali. E proprio per questo rendendo vano il colpo invitante, per gli elettori o meno, alla Ibrahimovic, Kakà o Balotelli.

Manlio Mattaccini

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