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Moneyball: la strana consacrazione di Marco Belinelli

Marco Belinelli ha vinto la gara del tiro da tre punti dell’All Star Saturday e si è definitivamente messo sulla mappa del basket americano. Dove arriverà?

CONSACRAZIONE. La serata del 15 febbraio 2014 resterà a lungo nella storia del basket italiano: nella meravigliosa cornice di New Orleans, Marco Belinelli ha vinto il Three Point Shootout dell’All Star Saturday NBA e ha legittimato in maniera definitiva la sua appartenenza all’élite della Lega più famosa del mondo. Il ragazzo di San Giovanni in Persiceto si è inserito in un albo d’oro d’eccezione: i nomi di Larry Bird, Ray Allen, Paul Pierce e Craig Hodges nobilitano una competizione che si snoda attraverso dinamiche completamente diverse da quelle delle partite ufficiali, ma che ha sempre affascinato molto sia il pubblico, sia i migliori giocatori della NBA. Per sollevare il trofeo, Marco Belinelli ha superato la concorrenza di tiratori straordinari e la pressione di uno spareggio: il suo trionfo ha mostrato agli appassionati che l’ex-bambino prodigio del basket italiano è diventato un uomo.

Marco Belinelli ha vinto la Gara del Tiro da Tre Punti dell’All Star Saturday.

OLTRE LE MONEY-BALLS. La vittoria del Three Point Shootout è solamente l’ultimo indizio della straordinaria maturazione cestistica di Marco Belinelli: nel turno decisivo del suo All Star Saturday, l’ultimo grande figlio di Basket City ha domato il giovane Bradley Beal sfruttando le money-balls con la freddezza di un veterano. La guardia degli Spurs ha mostrato al mondo la sua nuova consapevolezza e la forza di un ragazzo di 28 anni che ha saputo trovare una strada tra le diffidenze dei suoi primi anni nella NBA e tra le mille pressioni di una carriera che non ha mai sopportato alcun tipo di banalità. Il trionfo di sabato notte non è arrivato al termine di una semplice prova balistica; lo sguardo di Marco Belinelli ha rivelato alla Lega tutta l’ambizione di un “cinno” che è pronto a sedersi al tavolo dei grandi.

MATURITÀ IN NERO-ARGENTO. Il grande successo del 15 febbraio ha regalato a Marco Belinelli il tripudio dei fotografi e degli editorialisti del Bel Paese; se molti “profani” sono rimasti stupiti dall’impresa del ragazzo di San Giovanni, gli appassionati e gli addetti ai lavori che seguono con costanza la NBA hanno salutato con piacere l’ennesimo segnale dell’ascesa di un giocatore tanto talentuoso quanto solido. L’approdo a San Antonio ha trasformato Marco Belinelli in un ingranaggio essenziale della macchina (quasi) perfetta di Gregg Popovich: la straordinaria precisione dall’arco, la visione di gioco e la disciplina tattica del figlio di Basket City hanno regalato agli Spurs parecchie soddisfazioni e hanno offerto ai Big-Three in nero-argento un quarto violino affidabile, costante e capace di acuti sensazionali. Se Beli aveva già mostrato più volte le sue qualità balistiche e il suo grande talento offensivo, la sua nuova attitudine al gioco di squadra e la sua puntualità nel mettersi a disposizione dei compagni hanno stupito molti di coloro che non lo apprezzavano e hanno tolto argomenti ai suoi detrattori. L’avventura di New Orleans lo ha fatto sentire importante; l’esperienza di Chicago ha fortificato il suo carattere, gli ha insegnato l’importanza del lavoro quotidiano e gli ha fatto annusare l’atmosfera dei Playoffs. L’aereo per San Antonio lo ha trasformato in un pilastro degli Spurs. 

E IL FUTURO? A 28 anni, Marco Belinelli è un giocatore maturo e affamato: ha capito che le forzature e gli eccessi di egoismo dei tempi della Nazionale non lo avrebbero mai portato sulle prime pagine dei giornali NBA. Anche se è molto più massiccio e non salta più come un tempo, la sua mente pensa pallacanestro a un ritmo molto più rapido e crea sintonie profonde con il genio cestistico di Ginobili e con la grande anima di Duncan. Oggi, l’Italia della palla a spicchi festeggia i suoi trionfi balistici; e se a giugno arrivasse un altro Titolo, un po’ più pesante? Why not? Dopo tutto, gli Spurs, Marco Belinelli e gli uomini che hanno creduto nel progetto nero-argento se lo meriterebbero. Tutto.

Daniel Degli Esposti   

 

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