Simone Viscardi
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Polemica a Bergamo: Professoressa insulta via web gli studenti

Il post incriminato su Facebook: "Cerebrolesi, datevi alla 'Ndrangheta". La docente si difende: "Non ho scritto io quelle frasi".

Polemica a Bergamo: Professoressa insulta via web gli studenti
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Un compito da restituire, un post provocatorio e offensivo e si scatena la polemica. È successo all’Università degli studi di Bergamo, dove un’insegnante, forse frustrata per le troppe critiche ricevute al proprio corso di Diritto Penale, ha deciso di comunicare la data di restituzione del proprio compito scritto in un modo esageratamente sopra le righe.

Il Post – “Trasferitevi in Calabria. Avrete un futuro scintillante di consigliori della ‘ndrina. Perché qui non c’è più posto per voi, cerebrolesi”. Queste le parole apparse fugacemente sulla bacheca Facebook della docente Alessandra Szego, dal 2007 nell’ateneo orobico dopo aver girato le Università di tutta Italia, da Tor Vergata fino a Catania. Parole dure, offensive, accompagnate dal link al video di Youtube della celebre sfuriata del Generale Hartman alle nuove reclute, nel capolavoro cinematografico di Stanley Kubrick “Full Metal Jacket“. Nella scena il militare si lascia andare a epiteti non certo gentili nei confronti delle truppe. Offese a volte esilaranti, certo, ma rivolte a dei Marines, non a degli studenti. Gli insulti sono rimasti visibili online fino alle 16:30 di ieri, quando sono stati cancellati.

Gli Studenti – È l’indignazione il sentimento prevalente nei destinatari del post, non certo la sorpresa :” Il clima a lezione è sempre più pesante” ha affermato uno studente, che ha aggiunto “Anche in classe l’insegnante utilizza toni inappropriati e ci da dei calabresi”. Al di la del determinare se dare del “calabrese” a una persona sia da considerare un’offesa, rimane lampante nelle parole degli studenti un chiaro disagio nei confronti di una docente che sembra averli presi di mira senza motivo. Una delegazione di studenti si è recata a chiedere provvedimenti dalla preside di facoltà, Barbara Pezzini. Quest’ultima si è presa 48 ore per indagare a fondo la vicenda e per fare chiarezza, un nuovo incontro ufficiale è stato fissato per il pomeriggio di venerdì. Dopo l’incontro la preside ha dichiarato: “Non abbiamo mai avuto problemi con questa professoressa. L’episodio è allarmante, ma occorre contestualizzarlo. Prima di prendere provvedimenti bisogna muoversi con attenzione“.

La Docente – Alessandra Szego si difende negando la maternità del post: “Quelle parole non le ho scritte io, e nemmeno le ho cancellate”. La docente afferma quindi di non averlo mai nemmeno visto :” Deve averlo scritto qualche studente arrabbiato con la sottoscritta”. L’accusa quindi è ritorta contro quelle che, all’apparenza, sembrerebbero essere le vittime. Qualcuno, secondo la diretta interessata, avrebbe rubato la password della prof e successivamente violato il suo profilo, per fargliela pagare per motivi non precisati, probabilmente legati a qualche insufficienza nel compito. La Szego afferma comunque di non aver intenzione di sporgere denuncia :” Denunciare ignoti sarebbe inutile e creerebbe un danno all’ateneo, insegno diritto penale e so come vanno certe cose nella giustizia italiana”.

Il post incriminato.

Il post incriminato.

La verità, probabilmente, come al solito starà nel mezzo. Gli studenti potrebbero non essere gli agnelli attaccati ingiustamente dal lupo cattivo, così come si dipingono, ma questo non toglie che la reazione della docente sia stata esagerata. Pur dovendo avere fiducia, fino a prova contraria, nella buona fede dell’insegnante, appare difficile credere che dal 4 gennaio – data di pubblicazione del post – fino a ieri non si sia mai collegata al social network, ne che qualcuno non le abbia chiesto nulla a riguardo.

Simone Viscardi

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