Modestino Picariello
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Qatar 2022: il Dio denaro si arrende all’evidenza

E' ufficiale: Qatar 2022 si terrà in inverno. Clamorosa sconfitta di Blatter e delle lobbies televisive e bufera sui calendari nazionali ed internazionali

Qatar 2022: il Dio denaro si arrende all’evidenza
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Qatar 2022, uno degli stadi preparati per il Mondiale

Qatar 2022, uno degli stadi preparati per il Mondiale

Clamoroso aggiornamento sui tormentati Mondiali di Qatar 2022. Il segretario generale della Fifa, Jerome Valcke, annuncia: “La competizione si terrà in inverno, tra il 15 novembre e il 15 gennaio al massimo”. Impossibile risolvere i problemi meteorologici che avrebbero reso il cammino di ogni squadra un calvario da affrontare in un deserto dalle temperature infernali.

VINCITORI E VINTI – A rigor di logica non ne esce bene nessuno. I petroldollari puzzavano di carne bruciata ed approssimazione lontano un miglio, ma si è tentato di nascondere la verità per amore del profitto: la Fifa avrebbe ricevuto fiumi di denaro dalle autorità qatariote e tutto questo senza interrompere i già lauti guadagni che giravano intorno a campionati e Champions nelle varie parti del globo.

Il primo sconfitto è quindi Blatter che inanella l’ennesima bastonata pubblica (ma un ricambio ai vertici no?) e dovrà rendere conto a tutta la macchina affaristica (sponsor, merchandising, costruzioni) che aveva caldeggiato fino al parossismo una soluzione che sarebbe andata bene solo a chi, in qell’inferno qatariota, non si sarebbe dovuto impegnare a giocare. Ecco, il secondo sconfitto è l’insieme delle associazioni dei calciatori, che hanno dovuto aspettare una mossa dai piani alti che denunciasse lo scempio di quanto stava accadendo. Non una parola su possibili esibizioni a 50° all’ombra (il Qatar è in pieno deserto, non piove mai e l’umidità se possibile aumenta ancora il caldo percepito), sui rischi per la salute degli atleti (forse credevano ai fantomatici “stadi climatizzati” promessi da Blatter per l’occasione) e sul pessimo spettacolo che rischiava di esserci (ve la ricordate Brasile – Italia ai mondiali di USA ’94, sotto un caldo asfissiante e senza una azione decente per 120 minuti? Ecco, in Qatar farebbe ancora più caldo)

LA BUFERA SUI CALENDARI – Inutile dire che dall’ennesimo pasticciaccio brutto dell’intellighentia pallonara esca sempre la solita vittima: il tifoso. Un mondiale tra autunno ed inverno, infatti, sballerebbe la preparazione di nazionali e club per un intero anno, e disputarlo tra novembre e gennaio vorrà dire dover trovare altre date per rispettivamente

1) metà del girone d’andata di tutti i campionati nazionali

2) i gironi di qualificazione della Champions League

3) il campionato del mondo per Club

Inoltre si stravolgerebbe tutta la preparazione successiva, con i giocatori che tornerebbero ai propri club dopo mesi all’estero, in una temperatura comunque totalmente diversa con maggiore rischio di infortuni. In pratica un caos senza precedenti, ma probabilmente l’unica cura ad un male irreparabile dettato dal cinismo e dall’avidità. Non si sa ancora quali saranno gli espedienti della Fifa per ovviare a tutto questo, ma una cosa è certa: servono soluzioni molto più rapide di quel che si creda, perché un cittadino del mondo senza pallone è un cittadino molto più consapevole delle storture che gli stanno intorno. Un cittadino sotto il quale Blatter durerebbe molto, ma molto poco….

Modestino Picariello

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