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Milan, l’importanza di Massimiliano Allegri

Milan, l’importanza di Massimiliano Allegri
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MILANO, 20 MARZO – Il Milan da sempre è una delle grandi storiche del calcio italiano ed europeo e quindi all’inizio della scorsa stagione molti tifosi e addetti ai lavori hanno storto il naso di fronte alla scelta di Adriano Galliani di puntare su un allenatore giovane e poco esperto delle grandi ribalte come il livornese Massimiliano Allegri. Tuttavia dopo quasi due anni si può tranquillamente affermare che la scelta di affidare la squadra rossonera al tecnico toscano si sia rivelata azzeccata sia dal punto di vista dei risultati sia da quello della valorizzazione dei giocatori, molti dei quali cresciuti in modo notevole sotto le sue direttive.

I RISULTATI – Se guardiamo i risultati nello scorso campionato il diavolo si è aggiudicato lo scudetto e in questa stagione è ancora in corsa in tutte le competizioni con buone possibilità di ripetere il successo in campionato e buone speranze di giocarsi qualcosa di importante anche in Coppa Italia, nel ritorno della semifinale contro la Juventus, e in Champions League dove nei quarti di finale dovrà affrontare la sfida stellare contro i campioni d’Europa in carica del Barcellona.

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LE SCOMMESSE VINTE – L’ultima scommessa vinta in ordine di tempo riguarda l’olandese Urby Emanuelsson, risultato spesso determinante nell’ultimo scorcio di stagione. Il giocatore, prodotto del florido settore giovanile dell’Ajax, è arrivato a Milanello a Gennaio del 2011 e ha cominciato da un po’ a ripagare la fiducia che Allegri ha da subito riposto in lui in un ruolo, quello di trequartista, che il tecnico toscano ha ritenuto essere il più adatto alle sue caratteristiche. Dotato di ottimi mezzi tecnici Emanuelsson ha mostrato tutte le sue doti nell’ultimo turno di campionato realizzando la rete della sicurezza nel successo per 2 – 0 del Milan sul campo del Parma con una strepitosa serpentina che gli ha consentito di saltare i difensori avversari come birilli. Altro giocatore esploso sotto la guida di Allegri è Kevin Prince Boateng. Il ghanese, arrivato lo scorso anno dal Genoa dopo l’esperienza in Premier League con il Portsmouth e accolto senza troppi entusiasmi, viene impiegato da Allegri a ridosso delle punte per sfruttare le sue notevoli doti fisiche e spesso è risultato determinante nelle vittorie ottenute dai rossoneri in queste due stagioni. Tra le scommesse vinte vanno poi annoverati anche Mark Van Bommel, acquistato nonostante l’età non più verde e diventato un perno del centrocampo milanista, il brasiliano Robinho, rilanciato dopo l’esperienza agrodolce al Manchester City e tenuto in campo nonostante le prestazioni deludenti offerte all’inizio di questa stagione e Sulley Muntari, esubero nell’Inter e diventato subito elemento importante nella zona mediana dei campioni d’Italia in carica.

Nonostante le perplessità iniziali il lavoro di Massimiliano Allegri ha dunque consentito al Milan di ottenere successi e di valorizzare il proprio parco giocatori evidenziando quindi le notevoli capacità del tecnico toscano che ha rispedito al mittente le critiche, spesso gratuite, rivolte al suo indirizzo all’inizio della sua esperienza milanista.

A cura di Mauro Rossi

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