Giuseppe Folchini
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La crisi politica nelle regionali in Sardegna: non si salva nessuno!

Attivisti divisi e Grillo nega il simbolo. Forse timori per un flop. Il Pd, in extremis ,cambia candidato. Cappellacci confermato

La crisi politica nelle regionali in Sardegna: non si salva nessuno!
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Elezioni regionali in Sardegna

Elezioni regionali in Sardegna

Dunque è ufficiale, il Movimento Cinque Stelle non presenterà la lista alle elezioni regionali della Sardegna il prossimo 16 Febbraio.

Beppe Grillo spiega sul suo blog il no alla lista del movimento 5 Stelle alle elezioni regionali della Sardegna. “Il M5S  non si presenterà alle prossime elezioni regionali che sono state anticipate in Sardegna. Le liste presentate erano in profondo disaccordo tra loro e questa situazione perdurava da mesi nonostante i numerosi tentativi proposti di trovare una composizione. Il M5S non è a caccia di poltrone e la partecipazione a una competizione regionale non è obbligatoria. In futuro, in casi simili, si adotterà la votazione di tutti gli iscritti nella Regione ai singoli candidati e la lista sarà composta per ordine di voto “.

Un acceso scontro tra le correnti interne ha di fatto impedito una condivisione dei candidati. Beppe Grillo essendo il proprietario del simbolo, ne ha negato l’utilizzo nell’isola. Questa è anche l’altra faccia della medaglia di un non partito, senza statuto (anzi non-statuto) e congressi. Così, i pentastellati, che meno di un anno fa avevano raccolto quasi il 30% delle preferenze, si sono esclusi da soli dalla competizione elettorale. C’è poi il sospetto che dietro la scelta di Beppe Grillo di rifiutare l’uso del simbolo, ci sia anche il timore di trasformare la Sardegna in uno spot negativo in vista delle elezioni europee, vero ed unico obiettivo.

Un ulteriore tegola, sul mondo politico sardo. Sì, perché non bisogna dimenticare che, attualmente, sono circa 40 le persone indagate in Regione Sardegna, per l’utilizzo di soldi pubblici ad uso personale. Non proprio un bel biglietto da visita .
Ugo Cappellacci è stato riconfermato da Silvio Berlusconi, come candidato forzista alla presidenza della Regione. Governatore dal 2009, ha assistito inattivo alla distruzione dell’isola, alla sua implosione socio-economica. Sulla sua testa ci sono, tra l’altro, alcuni rinvii a giudizio, come quello per abuso di ufficio in alcuni appalti nell’ambito dell’energia eolica. Fascicoli su di lui sono stati aperti anche per il  crac di Carloforte  e di Sept Italia .

Se Sparta piange, Atene non ride ( o viceversa) Anche il Partito Democratico è corso ai ripari in fretta e furia : candiderà Francesco Pigliaru, subentrato all’ultimo minuto a Francesca Barracciu, indagata per peculato dalla Procura di Cagliari

Tutto questo mentre la Sardegna ha raggiunto il 18% di disoccupazione, a cui si aggiunge il disastro ambientale, specie nell’area del Sulcis, dove tante aziende metallurgiche e siderurgiche sono finite sotto inchiesta per emissioni nocive e smaltimento improprio. E poi c’è la Carbonsulcis, finita sotto inchiesta per aver speso 17 milioni di euro nell’acquisto di macchinari mai utilizzati.

Giuseppe Folchini

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