Dario Greco
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Premier, la rinascita del Tottenham: tutta colpa di AVB?

Gli Spurs cercano il riscatto nell’anno nuovo con il neo-tecnico Tim Sherwood, subentrato a metà dicembre all’ex Special Two

Premier, la rinascita del Tottenham: tutta colpa di AVB?
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Il 2013 ha registrato un bilancio negativo per gli Spurs: gli obiettivi sfumati per pochissimo, la cessione di Bale, una campagna acquisti faraonica ma che ha portato soltanto all’esonero di Andrè Villas Boas; proprio ieri è arrivata anche l’eliminazione in FA Cup contro l’Arsenal, ma i dieci punti conquistati nelle ultime quattro gare di Premier, condite dall’impresa in casa dello United, fanno ben sperare per il futuro.

André Villas-Boas, tecnico del Tottenham

André Villas-Boas

L’EX SPECIAL TWO – Arrivato nell’estate del 2012, dopo la non esaltante stagione sulla panchina del Chelsea, l’opinione dei calciofili era divisa sulla scelta di affidare la panchina del Tottenham a Villas Boas: c’è chi puntava sulle qualità del portoghese e chi, invece, bocciava in pieno la scelta della società.
La prima stagione parte senza particolari entusiasmi, ma ad inizio 2013 gli Spurs cambiano passo e volano trascinati dalla classe del gallese Gareth Bale, il quale da terzino viene spostato da AVB circa trenta metri più avanti come esterno a sinistra o, addirittura, come trequartista. La mossa è a dir poco azzeccata e Bale conclude la stagione con ben 26 marcature all’attivo e diversi riconoscimenti individuali. Il Tottenham, però, chiude il torneo al quinto posto ad un solo punto dall’Arsenal e manca l’ingresso in Champions, mentre in Europa League il cammino s’interrompe ai quarti di finale per mano del Basilea.
Nella sessione estiva giunge a Londra il nuovo direttore tecnico Franco Baldini, il quale porta in dote allo Special Two una batteria di talenti come Lamela, Eriksen, Paulinho e Soldado. Le aspettative sono tante e AVB sogna un riscatto, sempre in terra londinese, dopo il fallimento con i Blues; la squadra però non decolla, del gioco promesso non c’è traccia e le tanto agognate stelle non riescono a brillare. A metà dicembre, gli Spurs sono al settimo posto e le batoste subite contro City (6-0) e soprattutto Liverpool (0-5) ad White Hart Lane fanno cadere tutte le colpe sull’ex Special Two, che viene esonerato.

TIM SHERWOOD – Una scelta abbastanza logica per una società che, nonostante la cessione di Mr.100 milioni Bale, ha speso tanto e vuole evitare figuracce, vuol vedere giocare bene la propria squadra e perché no, puntare a vincere qualcosa. In Europa League, nei sedicesimi di finale, gli avversari saranno gli ucraini del Dnipro, mentre in Premier il campionato è equilibrato e il quarto posto è lontano soltanto due punti, grazie alla striscia positiva collezionata da Tim Sherwood, la scelta interna voluta direttamente dal presidente Levy, che ha ottenuto dieci punti su dodici nelle quattro gare disputate alla guida degli Spurs. Il nuovo tecnico ha già conquistato tutti, portando solidità con il suo 4-4-2 classico, rispolverando la vena realizzativa di Adebayor e con l’impresa del primo gennaio ad Old Trafford contro il Manchester United, definita dallo stesso tecnico inglese come la svolta mentale della stagione.

FA CUP FATALE – Sherwood, forse, sperava di ripercorrere la strada di Roberto Di Matteo, quando nel 2012 subentrò a Villas Boas e riuscì a vincere Champions League ed FA Cup; ma se in Europa League gli Spurs sono ancora in corsa, per quanto riguarda la coppa nazionale inglese il cammino è giunto già al capolinea al terzo turno, con la sconfitta subìta per mano dell’Arsenal proprio ieri sera. Ma non c’è tempo di piangersi addosso e la mente di Eriksen e compagni è già alla sfida casalinga di sabato prossimo contro il Crystal Palace per conquistare un’altra vittoria e per far tornare a cantare ai propri tifosi: “Come on you Spurs!”.

Dario Greco

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