Giuseppe Folchini
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Messaggio di Napolitano: fallisce il boicottaggio ma restano i silenzi

+12% di ascolti per il discorso a reti unificate, malgrado l'invito di Lega e Fi al boicottaggio e al contro messaggio di Grillo in rete

Messaggio di Napolitano: fallisce il boicottaggio ma restano i silenzi
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Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica

Al termine del consueto messaggio agli italiani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i dati di ascolto Auditel danno la prima significativa risposta : +12,2% rispetto allo scorso anno. Il tentativo di boicottare il discorso, da parte di Movimento Cinque Stelle, Lega e Forza Italia non ha avuto successo. Stiamo parlando comunque di un contesto di 7.149.000 spettatori, più o meno il venti per cento degli elettori non vi sono motivi per spellarsi le mani con gli applausi. Cittadini e politica sono sempre ben distanti.

C’era molta attesa per questo intervento del Capo dello Stato, il primo del secondo mandato. Giorgio Napolitano, non ha deluso le attese “mediatiche”, innanzitutto scegliendo un ambiente inusuale: l’ufficio di lavoro dove riceve premier, ministri e dove legge le e-mail.  Proprio da queste è partito il Presidente della Repubblica, cinque missive elettroniche, inviate dai cittadini. Ma chi aspettava un chiarimento sulle telefonate con Mancino, per le quali la magistratura ha già  chiesto di testimoniare, è rimasto a bocca asciutta.

NAPOLITANO RISPONDE ALLE MAIL – Tra le mail citate dal presidente, c’è quella di Vincenzo, un industriale marchigiano che oggi è disoccupato e che chiede: “Non possiamo essere solo noi a fare sacrifici, che comincino anche i politici”. Un  proposito e un appello che il capo dello Stato trova giusto. Poi legge un’altra mail, quella di Veronica, 28 anni, che scrive da Empoli di una crisi di quella fiducia nei giovani, di quella capacità di suscitare entusiasmo nei giovani senza cui una nazione perde il futuro”. Giorgio Napolitano risponde: “Io credo ancora nell’Italia ma l’Italia crede ancora in me?’. Ecco vedete, aggiungo io, una domanda che ci deve scuotere”. Daniela, dalla provincia di Como, racconta il caso del suo fidanzato che a 44 anni – iscrittosi ‘allo sportello lavoro del paese’ – attende invano di essere chiamato, e resta, per riprendere le sue drammatiche parole, ‘”..giovane per la pensione, già vecchio per lavorare”‘. “Una forte denuncia della condizione degli ‘esodati’ mi è stata indirizzata da Marco, della provincia di Torino- prosegue il Presidente-  che mi chiede di citare la gravità di tale questione, in quanto comune a tanti, nel messaggio di questa sera, e lo faccio”.

SCONGIURARE LA CRISI – Il Presidente della Repubblica, ritiene che il Paese abbia  rischiato e può rischiare una destabilizzazione, che deve essere scongiurata attraverso riforme obbligate e urgenti. Pone l’altolà al governo chiedendo di porre termine a un abnorme ricorso, in atto da non pochi anni, alla decretazione d’urgenza e a votazioni di fiducia su maxiemendamenti .

Secondo Giorgio Napolitano sarebbe dissennato disperdere i benefici del difficile cammino compiuto. “..quei pericoli sono stati scongiurati nel 2013 sul piano finanziario con risultati come il risparmio di oltre 5 miliardi sugli interessi da pagare sul nostro debito pubblico. Il capo dello Stato ricorda di aver  assolto il mandato, raccogliendo preoccupazioni e sentimenti diffusi tra gli italiani. E sempre mirando a rappresentare e rafforzare l’unità nazionale, servendo la causa del prestigio internazionale dell’Italia, richiamando alla correttezza e all’equilibrio nei rapporti tra le istituzioni e i poteri dello Stato. ” Nessuno può credere alla ridicola storia delle mie pretese di strapotere personale- attacca il presidente – Sono attento a considerare ogni critica o riserva obiettiva e rispettosa circa il mio operato. Ma in assoluta tranquillità di coscienza vi dico che non mi lascerò condizionare da campagne calunniose, ingiurie e minacce “.

INCARICO A TEMPO? – Giorgio Napolitano, ribadisce la sua intenzione di proseguire nel mandato, fino a quando la situazione del Paese e delle istituzioni glielo farà ritenere necessario e possibile e fino a quando le condizoni di salute  lo consentiranno. “..Fino ad allora e non un giorno di più, e dunque di certo solo per un tempo non lungo. -spiega il capo dello Stato-Tutti sanno, anche se qualcuno finge di non ricordare, che il 20 aprile scorso, di fronte alla pressione esercitata su di me da diverse ed opposte forze politiche, affinché dessi la mia disponibilità a una rielezione a presidente, sentii di non potermi sottrarre a un’ulteriore assunzione di responsabilità verso la nazione in un momento di allarmante paralisi istituzionale “.

Giuseppe Folchini

 

 

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