Vincenzo Galdieri
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Il calciomercato si insegna a Donetsk: lo spettacolare modello Shakhtar

Come rimanere estremamente competitivi pur facendo registrare saldi positivi in chiave mercato: gli ucraini sono un modello d'astuzia e competenza

Il calciomercato si insegna a Donetsk: lo spettacolare modello Shakhtar
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Luiz Adriano e Willian con la maglia dello Shakhtar Donetsk

Luiz Adriano e Willian in un’esultanza con la maglia dello Shakhtar Donetsk: il secondo è stato ceduto per 35 milioni di euro

Aggiornate la pagina di Wikipedia alla voce Shakhtar Donetsk. Questa descrizione potrebbe essere calzante: “Lo Shakhtar Donetsk, è una società calcistica ucraina di Donetsk, capoluogo dell’omonimo Oblast. Negli ultimi anni si è guadagnata di diritto il titolo di società più abile al mondo nel calciomercato”. Provocazione, ovviamente. Ma nemmeno troppo. Ci sono società che per rimanere competitive spendono e spandono, a volte pure senza criterio. Ce ne sono altre che pensano, ragionano, s’ingegnano. Ecco: lo Shakhtar Donetsk è il modello perfetto di società pensante. Negli ultimi anni il loro modo di fare mercato risalta per lungimiranza, astuzia, competenza. Non sbagliano un colpo, gli ucraini. Mai. C’è una filastrocca che va di moda da quelle parti: “Vendere bene, comprare meglio”. E la squadra è sempre più forte. Talvolta ti chiedi anche come ci riescano. Cedono i migliori, a suon di milioni. Poi ne portano a casa altri, altrettanto bravi. E quando arrivano all’apice vendono pure loro, tanto sanno già chi andare a prendere. Una catena di montaggio monstre, da cui tutto il mondo calcistico dovrebbe prendere esempio. Degli autentici geniacci.

COME TI VENDO IL TOP PLAYER SENZA INDEBOLIRE LA SQUADRA – All’università del calciomercato perfetto, lo Shakhtar Donetsk ha preso un master in una disciplina specifica: vendere campioni senza indebolire la squadra. E’ pazzesco quel che riescono a fare. Basta vedere le ultime cessioni. Fernandinho al Manchester City per 40 milioni, Willian all’Anzhi (poi Chelsea) per la bellezza di 35Mkyhtarian al Borussia Dortmund per 27,5. Giusto per citare i più pagati (guadagno complessivo 102,5). Dalla dismissione di un tris cosi difficilmente si esce rafforzati: in genere si fa cassa, ma i rimpiazzi non sempre sono adeguati. Loro invece riescono in una duplice missione: fare soldi senza indebolire la rosa. E senza stravolgerla. Dello zoccolo duro dell’anno scorso sono rimasti tutti gli altri: Srna, Luiz Adriano, Douglas Costa, Rakytsky, Pyatov, Alex Texeira. Le offerte ce le avevano pure loro, ma gli ucraini non vogliono mica smobilitare. I tempi per le cessioni dei sopracitati non sono maturi. Devono aiutare i nuovi ad ambientarsi, per far funzionare perfettamente la catena di montaggio. I nuovi sono tutti fenomenini che un giorno non troppo lontano potrebbero valere quanto i Fernandinho di oggi: Bernard, Fernando, Fred, Facundo Ferreyra. Wellington Nem. Spesa complessiva 67 milioni. Perchè un’altra caratteristica top dello Shakhtar è questa: se entrano soldi, non si bada a spese. Niente trattative lunghe, si va dritti all’obiettivo per bruciare la concorrenza. Sempre con cognizione di causa e sempre col saldo mercato positivo. 

LA TESTA MAGICA – Negli ultimi anni, parlando di calciomercato, in tutto il mondo alla domanda “Qual è il modello da seguire?” si rispondeva in genere sempre con tre soluzioni possibili: Porto, Arsenal, Udinese, con la recente aggiunta del Borussia Dortmund. Da adesso nella lista deve rientrare di diritto anche lo Shakhtar. Che continua a stupire e gonfiare il portafogli, riuscendo pure nell’impresa di aumentare volta per volta la qualità della rosa. E il bello è che non hanno nemmeno la bacchetta magica. Hanno semplicemente una gran testa.

Vincenzo Galdieri
Twitter: @Vince_Galdieri 

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