Modestino Picariello
No Comments

Milano, la Scala del calcio con gli attori alla frutta

Il derby "delle buone intenzioni e nulla più" conferma la realtà dei fatti: Milano si è presa un anno sabbatico dal calcio, con buona pace dei tifosi.

Milano, la Scala del calcio con gli attori alla frutta
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
Palacio, match winner del peggior derby di Milano degli ultimi anni

Palacio, match winner del peggior derby di Milano degli ultimi anni

A un giorno di distanza, depurato il giudizio dal tifo, possiamo ammetterlo a mani basse: Milano ha assistito al derby più triste degli ultimi anni. Sopravvivono i campioni, quello è vero, campioni dentro, prima che fuori, Palacio e Kakà su tutti, ma nient’altro. Niente interessi di alta classifica, niente sfida diretta (col Milan che si avvia alla peggiore stagione dell’era Berlusconi), niente proiezione alla Champions, niente duelli di mercato, niente di niente.

CHIUSI PER INVENTARIO – Il punto è che, visto il contesto, alla fine della campagna abbonamenti, le due milanesi avrebbero dovuto fare un comunicato unificato ai tifosi con la scritta “scusate, quest’anno stavamo scherzando, saltiamo il turno, ci vediamo nel 2015“. Eh sì perché, per uno strano scherzo del destino, Milan ed Inter hanno deciso di chiudere col loro passato societario nello stesso anno e di gestire a stagione in corso gli strascichi degli ultimi vent’anni e la preparazione del nuovo riassetto. Ca va sans dire, il tutto ha avuto riflessi a 360 gradi sulle due squadre: prima sul mercato, poi sulla stabilità dell’ambiente, ed infine sull’abbandono prematuro di qualunque sogno di gloria a stagione in corso. Si sono tirati i remi in barca, la Scala ha chiuso perché non in grado di offrire spettacoli all’altezza, se ne riparla la prossima stagione e si baci a terra per non trovarsi nella condizione di quei negozi con fuori il cartello “chiusi per inventario”, che dopo pochi mesi, e nessuna riapertura, viene affiancato dal cartello “vendesi”.

TRA LE DUE PERICOLANTI…. – A dire il vero, Milan ed Inter hanno scelto la stagione peggiore per il rinnovo: mai la competizione ai piani alti è stata così serrata, e, se il cammino della Juventus era pronosticabile, la Fiorentina non si è fermata a capire i litigi tra Barbara Berlusconi e Galliani, Rudy Garcia e la Roma non si sono fatti accarezzare dal guanto fetish in pelle nera di Thohir, e Benitez, beh Benitez se può fare uno sgarro alle due milanesi poi paga pizza per tutti dopo. E allora accade che frustrazione porti altra frustrazione, che due squadre strutturate male (il Milan in difesa, l’Inter nel reparto attaccanti, entrambe a centrocampo ed al Milan c’è l’aggravante allenatore) mostrino tutti i loro limiti senza che nessuno, fuori dal campo trovi una soluzione o provi a difendere gli undici in campo. Che a volte sono indifendibili, è vero, vuoi perché dispersi nel buco nero del lato oscuro della forza (Mexes e Icardi) vuoi perché con un certo tipo di ambizioni non c’azzeccano proprio (Rolando e Montolivo); ma altre volte vorrebbero solo essere difesi perché in campo ci provano a lottare il cuore, ma i mezzi tecnici e le condizioni fisiche sono quelli che sono. E allora ti trovi a tifare per De Jong, che fenomeno non è, ma ha i polmoni di Gattuso e la stessa cattiveria agonistica, o a fare ancora affidamento alla brutta copia di Zanetti, che non ha, dopo l’infortunio, più niente del difensore o del centrocampista, ma è l’unico che sa reggere la baracca quando le cose su fanno difficili.

Ecco, se ti trovi a sognare da sveglio per gente così, forse è meglio sognare davvero, andarsene a letto, spegnere qualsiasi fonte di informazione calcistica e lasciare un biglietto per i propri cari con su scritto: “Da svegliarsi preferibilmente durante la stagione 2014-2015″. E allora buonanotte e sogni (di palloni e trofei)  d’oro per tutta Milano.

Modestino Picariello

 

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *