Luca Porfido
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Rinascere dalle ceneri: le fenici Sampdoria e Chievo

Sampdoria e Chievo: La metamorfosi delle 2 squadre dopo il cambio di allenatore. Dalla crisi con la paura della retrocessione, a favorite per la salvezza

Rinascere dalle ceneri: le fenici Sampdoria e Chievo
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Cambiare o non cambiare? Se questa domanda venisse posta a qualche presidente mangia allenatori, uno a caso, Zamparini, la risposta sarebbe facile. Altre volte, invece, ci si ritrova davanti l’esatto opposto: un nome a caso, anche questa volta, quello di Allegri, più volte negli ultimi 2 anni sulla graticola e nell’occhio del ciclone, ma sempre salvo (e l’anno scorso la classifica gli ha dato ragione).
Se per alcune squadre, soprattutto quelle più blasonate, il cambio in panchina non avviene quasi mai a campionato in corso, per altre, che lottano invece per la salvezza, cambiare direttore d’orchestra non diventa più un interrogativo, ma quasi un bisogno fisiologico.
Lo sanno bene Sampdoria e Chievo.

SPONDA BLUCERCHIATI –  Da quando sulla panchina della Sampdoria si è seduto Sinisa Mihajlovic, cioè dal 20 novembre, il registro è cambiato vistosamente: Prima pareggiando con la Lazio in casa ( 1 a 1 ), poi rovinando la festa per l’insediamento di Thohir, strappando un punto fuori casa con l’Inter sempre per 1 a 1. Sono seguite poi 2 vittorie, il 2 a 0 alla sua ex squadra, cioè il Catania, e l’1 a 0 in trasferta  proprio contro il Chievo. 8 punti in 4 partite, non male per una squadra che punta alla salvezza. Che Mihajlovic fosse un “duro” lo si sapeva già, ma ora ha saputo creare un clima disteso e tranquillo anche nello spogliatoio ( a Firenze andò in maniera leggermente diversa).

L’OPINIONE DEI GIOCATORI – Prima Krsticic, “Mihajlovic uomo giusto per la Samp”, e poi anche Obiang, hanno tessuto le lodi del loro nuovo allenatore. “Siamo più sereni, è bello allenarsi bene e vedere i risultati in campo. Il mister sin dal primo giorno ci ha mostrato il suo carattere, quando parla è convincente e ci ha trasmesso la sua sicurezza” ha dichiarato il giovane centrocampista. Parole simili anche dallo stesso Sinisa: “Complimenti ai ragazzi, che si sono messi subito a disposizione. Abbiamo lavorato molto a livello psicologico. Questa è la strada giusta, ma dobbiamo restare umili, perché il campionato è lungo”.

Eugenio Corini

Eugenio Corini. Samdoria e Chievo favorite per la salvezza

SPONDA CHIEVO – La storia del Chievo è invece un po’ diversa. Corini, debuttando l’anno scorso ad ottobre e vincendo per 2 a 1 proprio contro la Sampdoria, decide a fine stagione di non esercitare l’opzione di rinnovo con i clivensi e abbandona la squadra a fine campionato.
Esonerato Sannino però, il presidente Campedelli, dichiarando di aver fatto una sorta di “mea culpa”, richiama Corini (lo stesso allenatore ha tenuto più volte a sottolineare che alla chiamata del presidente non ha saputo dire di no), che si insedia sulla panchina del Chievo il 12 novembre. Da allora la squadra mette il turbo e vince le prime 3 partite (il derby contro il Verona, il 3 a 0 secco contro il Livorno e l’1 a 0 in casa del Sassuolo), salvo poi perdere con la Sampdoria. Anche in questo caso 9 punti in 4 partite.
Il filo conduttore che lega blucerchiati e clivensi non si interrompe qui: Infatti anche in questo caso la squadra è con l’allenatore. A sottolineare il concetto ci pensa Rigoni: “Corini ci ha ridato entusiasmo, lo conoscevamo, ci ha dato una fisionomia definita, vincere il derby ci ha sbloccati, continuiamo così”.

Sampdoria a 17 e Chievo a 15 significa che il lavoro per allontanare lo spettro della retrocessione e puntare alla salvezza è ancora molto lontano, ma in questi casi chi ben comincia è a metà dell’opera.

Luca Porfido

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