Enrico Steidler
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Cari tifosi dell’Inter, why always you?

Quando il dodicesimo uomo in campo si fa espellere come un fesso

Cari tifosi dell’Inter, why always you?
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Alzi la mano chi non se l’aspettava. La squalifica della Curva Nord dell’Inter, diciamolo, era più scontata di una brutta figura di Blatter, non era questione di se ma di quando, e ora che è arrivata nessuno può dirsi sorpreso. Perché si giungesse a “tanto castigo”, infatti, bastava pochissimo (conoscendo i nostri polli), ed è curioso rilevare, al riguardo, che sarebbe bastato altrettanto pochissimo per evitarlo: così, a occhio e croce, una manciata di neuroni in più o in meno. Erano di meno.

WHY ALWAYS YOU? – Ugualmente facile da prevedere, visti i precedenti, il vittimismo intimidatorio di chi ritiene sia un diritto imporre agli altri la propria stupidità: “Prendendo atto della continua volontà da parte della Figc di rendersi protagonista di un vergognoso falso perbenismo sfociato nell’ennesimo provvedimento colmo di ottusità” – recita il comunicato di CurvaNordMilano.net – “e vedendo nuovamente calpestata la pura passione con la quale da 3 mesi i nostri ragazzi stanno preparando la cornice sugli spalti degna di una stracittadina, invitiamo tutti i ragazzi della Curva a tenersi pronti, uniti e carichi in quanto liberi cittadini… Ora è davvero troppo… Non staremo a guardare passivi questo teatrino!!!”. Cos’è, cari curvaioli, una minaccia? Non vi basta aver danneggiato la squadra privandola del vostro sostengo? Sareste voi il dodicesimo uomo in campo? Allora, se è così, la vostra espulsione ricorda da vicino quelle rifilate a Mario Balotelli, ma con una sostanziale differenza: le sue sono molto meno stupide e dannose.

BENVENUTI A MILAPOLI – Potevano forse mancare, infine, in uno scenario così deprimente, la solidarietà dei cugini rossoneri (“È una vergogna. Non c’è derby senza curve” fanno sapere dalle parti della Curva Sud) e il ricorso della Beneamata? No, naturalmente, e il cambio della guardia ai vertici della società nerazzurra – a quanto pare – non ha modificato le antiche (s)costumanze: “F.C. Internazionale comunica che proporrà ricorso avverso la decisione del Giudice Sportivo avente ad oggetto la chiusura del settore denominato “Settore Nord – Secondo Anello Verde”. Ricorso? Ma de che?È vero” – confessa alla Gazzetta dello Sport uno dei tifosi interisti presenti al San Paolo – “Abbiamo cantato i soliti cori contro i napoletani, gli stessi di trent’anni fa. Vedevamo gli ispettori, con i taccuini in mano, segnare ogni nostra parola. Noi eravamo in 200, compresi i sostenitori degli Inter club campani, allo stadio c’erano 50.000 persone. Non riuscivamo nemmeno a sentirci tra noi dal casino che c’era. Abbiamo fatto, per sottolineare la goliardia, anche diversi cori contro Milano. E gli ispettori allungavano le orecchie verso il nostro settore, ma quelli non li hanno scritti. Dopo i gol del Napoli si riavvicinavano per percepire qualche nostra eventuale reazione. Visto che non sentivano bene, allora gli abbiamo fatto lo spelling. Anche su Milano in fiamme“. Insomma, il reo è confesso, la sanzione è inevitabile, e ciononostante la società si appella. Tutto regolare? Certo, siamo a Milapoli.

Enrico Steidler

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