Giuseppe Folchini
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Web tax e Tobin tax, dietrofront. Approvata Legge di stabilità in Commissione Bilancio

Web tax alleggerita e no alla Tobin Tax. Renzi aveva bocciato la nuova imposta. M5S e Fi abbandonano per protesta. Oggi passaggio alla Camera

Web tax e Tobin tax, dietrofront. Approvata Legge di stabilità in Commissione Bilancio
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WEB TAX ALLEGGERITA- Dietro front del governo sulla cosiddetta web tax. La commissione Bilancio della Camera riscrive e alleggerisce la misura, dopo la bocciatura arrivata dal segretario Pd e chiude in nottata l’esame della legge di stabilità che approda oggi in Aula con tutte le novità apportate a Montecitorio, a partire dal nuovo fondo per il cuneo fiscale. Nel corso della notte, in piena chiusura dei lavori della Commissione Bilancio della Camera, è stato rivisto l’emendamento che introduce Italia l’obbligo della partita Iva per chi vuole acquistare servizi di pubblicità sulla rete.

PARTITA IVA PER LA PUBBLICITÀ –  Come ha spiegato questa mattina ai microfoni di Radio 24 il promotore della nuova tassa, lo stesso presidente della Bilancio, Francesco Boccia, l’impianto della norma è rimasto invariato e si è deciso di eliminare l’estensione degli obblighi della partita Iva italiana per le operazioni di commercio elettronico. Rimane invece in piedi la necessità di dotarsi della partita Iva per la pubblicità online e per il diritto d’autore. “Certo, -ha dichiarato Matteo Renzic’è il tema della tassazione dei servizi online, è giusto evitare l’elusione da parte delle grandi piattaforme informatiche….nono si risolve con una battaglia di principio che fa l’Italia “.

NO TOBIN TAX – Nella legge di stabilità, è stato ritirato l’emendamento del Pd sulla Tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie. La proposta di modifica, presentata da Luigi Bobba, puntava ad allargare la platea della tassa a tutti i titoli (esclusi quelli non speculativi come i titoli di Stato) e abbassava l’aliquota allo 0,01%

M5S E FI ABBANDONANO LA COMMISSIONE – A votare a tarda notte le novità è stata però una commissione decimata, visto che i gruppi si erano spaccati poco prima dell’una su un emendamento che il Movimento 5 Stelle ha definito “un favore a De Benedetti e a Sorgenia”, non più obbligata a pagare gli oneri di urbanizzazione legati alla costruzione di una centrale elettrica. Di fronte all’approvazione proprio di questo emendamento, M5S e Fi hanno infatti abbandonato i lavori della Commissione, che da quel momento ha proseguito l’esame a ranghi ridotti.

Giuseppe Folchini

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