Orazio Rotunno

Quanto sei bella Roma: Zeman parla già di Totti e del suo futuro

Quanto sei bella Roma: Zeman parla già di Totti e del suo futuro
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ROMA, 30 MAGGIO – Mi chiamo Zdenek Zeman, o mi amate o odiate. Sebbene la sua carriera veda un palmares avaro di trofei, sono ben pochi a provare un sentimento negativo nei suoi confronti, segno che la gente che ama questo sport è ancora legata allo spettacolo, al fascino dell’estetica, alla gioia di vedere la palla gonfiare la rete, non solo al risultato. Ed ecco perchè, a distanza di 13 anni, e di una stagione tutt’altro che esaltante coi giallorossi, il boemo tornerà ad essere l’allenatore della Roma.

ZEMAN, TUTTE LE STRADE PORTANO A…TOTTI – Analizzando attentamente il percorso calcistico di Zeman, verrebbe fuori un dato certo che lascerebbe in eredità i giudizi più disparati: grandi imprese con le piccole quali Foggia, Lecce e Pescara, delusioni con Roma, Lazio ma anche Stella Rossa. Non si trattasse di Zeman il primo commento farebbe riferimento ad una scarsa personalità dell’allenatore di gestire grandi squadre e grandi nomi. Ma appunto, stiamo parlando del boemo e questa ipotesi è assolutamente da scartare. E allora che non si tratti delle “star” poco inclini ad allenamenti duri, leggenda dei gradoni a parte, ad ostacolare la consacrazione di Zeman anche in top team? E usiamo questo termine non casualmente, nonostante l’età non verdissima del caro boemo. Perchè questa potrebbe essere la volta buona: un grande Zeman in una Roma che vuole diventare grande. Ambiziosa, giovane, che ha già intrapreso un ciclo nuovo anche dal punto di vista tattico con Luis Enrique, similare per certi versi a quello di stampo zemaniano. E proprio questa linea di continuità perseguita dalla società sembra essere alla base della scelta del ds Sabatini. Il sogno di portare con sè i pupilli Insigne e Verratti sono fondati, la società ha disponibilità economiche sufficenti ad accontentare le richieste del nuovo mister. Ma in tutto questo, Totti? Tottì è la Roma, si possono fare tanti discorsi di dirigenza, tattiche, tecniche, ma torna sempre tutto attorno al n.10 giallorosso. Ai microfono di Sky Zeman ha definito l’argomento ancora ” prematuro, ma se Totti dimostra che è bravo in quel ruolo giocherà sempre. Ho sempre fatto giocare gente per merito, non per il nome “.

UN AMORE INTERROTTO, MA MAI DIMENTICATO – Quando Zeman lascia la Roma in pochi lo piangono e lo rimpiangeranno. Arrivano gli anni di Capello, dello Scudetto e di quelli sfiorati, ma il boemo è un pò come il primo amore, non si scorda mai. Oltre il 70% dei tifosi giallorossi ha espresso chiaramente la sua preferenza su chi deve sedere sulla panchina della Roma nella prossima stagione, e sono tutti per lui. Andando sopra anche all’esperienza passata alla Lazio, e scusate se è poco. In tal senso si è espresso Zeman in queste ore: “ Sono uscito dalla Roma in un periodo in cui dovevo uscire, per un problema politico, non per il rendimento. Nel ’98, quando è uscito lo scandalo (l’inchiesta sul doping condotta dalla procura di Torino), la squadra ha perso più di 20 punti per la decisione degli altri”. Anche ora gli scandali non mancano, ma Zeman, qualche stoccata occasionale a parte, è al di fuori di tutto questo ed è pronto a sposare nuovamente la causa capitolina. Le parti sono vicinissime, già oggi potrebbe essere ufficializzata la scelta: la Roma, la serie A, questo calcio malato, ritrovano l’antidoto migliore per provare a rialzarsi in piedi: lo spettacolo e la gioia di un goal per cui esultare.

Orazio Rotunno

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