Giuseppe Folchini
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Forconi ancora in piazza. Un contenitore di rabbia

I Forconi, non si fermano. Una galassia variegata in piazza : da Casa Pound ai centri sociali. Grillo e Berlusconi, fanno dietro front

Forconi ancora in piazza. Un contenitore di rabbia
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Molto più bravo a dissimularsi della Pantera studentesca del ’90. Indubbiamente un contenitore di rabbia. Questo è il movimento dei Forconi sceso in piazza in tutta Italia. L’effetto di una polverizzazione sociale , che non permette a nessuno di dormire sonni tranquilli.  Una polverizzazione che non ha ancora reso chiari gli obiettivi della mobilitazione. Secondo i sondaggi che girano tra i media, il 69 per cento degli italiani, solidarizza con i Forconi ma almeno l 81 per cento, non conosce il loro scopo finale.

LA GALASSIA DELLA RIVOLTA- Le anime del movimento sono molteplici, ma chi ha dato loro il nome sono i Forconi siciliani nati nel Gennaio 2012, radicato nel mondo agricolo nazionale. Sono coloro che hanno protestato al grido di “meno tasse”. Slogan condiviso dagli autotrasportatori, che chiedevano al governo nuove regole sul pagamento dei crediti. Sulla stessa lunghezza d’onda, gli ambulanti che hanno protestato in diverse città , contro la pressione fiscale. Ad essi si sono aggiunti gli idealisti. Coloro che si battono per cambiare il sistema.  L’estrema destra della Fiamma tricolore e di Casa Pound, tra i primi a cavalcare i Forconi 2013. I leghisti delusi, al nord si sentono orfani di un partito forte. Ed ultimamente sono arrivati anche i centri sociali, che dapprima avevano bollato tutto il movimento come neofascista. Ci sono i senza lavoro, rappresentati dai precari, stanchi di contratti usa e getta. I cassintegrati che vivono con 700 euro al mese, aumentati esponenzialmente . Gli studenti che chiedono diritto allo studio pubblico e scuole decenti. Ma esiste anche , quella fascia grigia e nebulosa delle “truppe d’assalto”comparse solo negli scontri. I black block e gli ultras, uniti dalla comune battaglia contro le forze dell’ordine.

M5S E FORZA ITALIA, FANNO DIETRO FRONT- Uno degli aspetti che caratterizza  la nuova “strana ” coppia della politica Grillo & Berlusconi, è stata l’adesione immediata al movimento di  protesta dei Forconi. Alcuni parlamentari sono scesi tra i dimostranti  per sentirne le ragioni ma si sono sentiti dire che sono uguali alla casta. Una beffa per i “grillini”, l’omologazione con il resto della partitocrazia. Infatti in una nota ufficiale, pubblicata sul blog Beppe Grillo scrive: “Ricordo che il M5S non organizza nè aderisce alla manifestazione e condanno qualsiasi forma di intimidazione e violenza, invito la polizia a fermarla e invito chiunque ad astenersi dal partecipare ad atti di violenza “. Anche Silvio Berlusconi, ha cercato inizialmente di cavalcare l’onda, chiedendo al governo di ascoltare le ragioni dei Forconi, ricevendo una delegazione ( magari guidata da lui). Una mossa che insieme alla convergenze con il M5S, rientra nell’ottica di ripulire Forza Italia e riciclarlo come partito anti casta. Le accuse di legittimare e utilizzare i Forconi, per ricattare la magistratura sulla revisione dei processi, ha fatto desistere il Cavaliere, almeno temporaneamente.

MAGGIORANZA NON PERCEPITA- Il più esplicito è, per forza di cose visto il suo ruolo, il ministro degli Interni Angelino Alfano (Ncd) che parla di tolleranza zero, nei confronti di ogni violenza. Bisogna tutelare i cittadini onesti, dice Alfano. Con questo forse intende liquidare la protesta organizzata solo da evasori e personaggi di dubbia moralità. Il Pd per voce di Guglielmo Epifani, ha  reso noto la “comprensione” dei motivi di disagio sociale ma ovviamente ha dirottato la propria attenzione, sul corteo dei sindacati- finalmente unti- contro la legge di stabilità. Sel per voce di Gennaro Migliore, capogruppo alla camera, ha già preso le distanze da un movimento definito di ispirazione fascista. malgrado ciò a Milano centri sociali antagonisti e estrema destra, a Milano erano a braccetto.

REVELLI:NON CE LA CAVIAMO CON L’ANTIFASCISMO- E’ il sociologo Marco Revelli, che spiega “si commette l’errore di etichettare tutto questo come frutto di una violenza squadrista. Certo il rancore e la rabbia dei poveri sono brutti da vedere e facili da strumentalizzare. Ma non possiamo cavarcela con le manifestazioni antifasciste “.

Giuseppe Folchini

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