Enrico Steidler
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Rai, cose porche dal mondo: la Littizzetto ironizza sul “Porcellum” usando un maialino vero

Il superospite trema di paura, ma loro ci scherzano su

Rai, cose porche dal mondo: la Littizzetto ironizza sul “Porcellum” usando un maialino vero
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Sono qui con un ospite eccezionale, un’esclusiva assoluta, ce l’abbiamo solo noi: chi è?…Signore e signori, come ospite della serata abbiamo il Porcellum!” annuncia giuliva a 120 decibel Luciana Littizzetto presentando al pubblico di “Che tempo che fa” un maialino nero contenuto a stento in una specie di carrello porta-valigie. La curiosità sul perché di un colore così insolito dura pochi secondi, giusto il tempo di fare una breve passerella sotto i riflettori e di raggiungere lo scodinzolante Fazio fra gli applausi del pubblico. “Vedi? Lui è il Porcellum!” – squittisce “Lucianina” indicando il piccolo re per una notte – “…Vedi che è incazzato nero?

Luciana Littizzetto fa il suo "trionfale" ingresso insieme al povero "Porcellum"

Luciana Littizzetto fa il suo “trionfale” ingresso insieme al povero “Porcellum”

NEL SEGNO DI BANFI E VITALI – Inizia così, facendoci rimpiangere altri momenti, che al paragone sono per palati fini, la parodia della legge elettorale (targata Calderoli e ribattezzata “Porcellum” dal politologo Giovanni Sartori) cestinata dalla Corte Costituzionale il 4 dicembre scorso a quasi 8 anni dalla sua entrata in vigore, il 31 dicembre 2005. “Vedi Porcellum? – esclama la Littizzetto – “Lui è Fabio, è della famiglia dei facoceri!”…Esaurite le presentazioni, roba che nemmeno nella classe dei ripetenti, la “portavoce” (“come Capezzone per Berlu”, precisa) del terrorizzato suino entra nel vivo del memorabile siparietto e regala alcune “chicche” (“Noi siamo stati molto fortunati perché lo aveva chiamato anche Bruno Vespa…ma ha scelto noi perché ha detto: Vespa farà il plastico e mi mette sotto vuoto come la lonza, meglio venire qua”…“Purtroppo adesso è disoccupato, è rimasto in mezzo a una strada, Rovagnati mi ha detto che vorrebbe adottarlo ma io non mi fido”…“lo sguardo – del Porcellum, ndr – è come quello di Crimi”) prima di concluderlo col botto (“mi ha chiesto che fine ha fatto suo papà Calderoli”). “Io lo darei a Filippa che ha la faccia da vegetariana…” chiosa quindi Lucianina congedandosi dal suo ospite. “Così sta al sicuro!” ribatte con involontario (?) sarcasmo Fabio Fazio mentre il morituro quadrupede esce di scena tremando come una foglia.

IL CIRCO DEGLI INTELLETTUALI – Ecco, Che tempo che fa non è, malgrado le apparenze, il mediocre cabaret di un’emittente rionale, ma è – perlomeno nelle intenzioni dei suoi Autori – il fiore all’occhiello dei programmi culturali della TV di Stato, il luogo “sacro” dedicato all’ascolto dei grandi del nostro tempo e alla promozione delle loro opere, della loro immagine e della loro attività. Una televendita, insomma, però “di classe”. Come si possa ideare, approvare e realizzare a spese dei contribuenti, in un così elevato contesto (e sia pure durante il quarto d’ora di ricreazione concesso dal Politburo di Rai 3), uno sketch rasoterra e diseducativo come quello andato in onda domenica sera è un mistero degno della copertina di Voyager, qualcosa che è ai confini della conoscenza ma anche, soprattutto, oltre ogni limite del pudore. Cinque minuti di autentico trash da bollino rosso consumati sulla pelle di un povero animale spaventato a morte, assordato dalla voce timpano-lesiva della garrula soubrette e accecato dai riflettori: è ora che anche gli abbonati impugnino i forconi.

CHE (BRUTTO) TEMPO CHE FA – “Che cosa vuole che sia” – scrive con comprensibile irritazione Gianluca Felicetti, presidente della LAV, a Luciana Littizzetto – “la RAI avrà pagato l’affitto dell’animale a qualche fornitore con i miei soldi di abbonato per legge, avrà pagato anche la presenza di un veterinario fra le quinte che sicuramente avrà certificato l’assenza di maltrattamento “così gli animalisti non potranno rompere”. Poi l’avranno riportato al suo destino di diventare, più ancora di domenica, un prodotto. Da consumare. (…) “Il maialino scuro, lei ha detto in trasmissione, era “incazzato nero”. Non solo lui.

Enrico Steidler

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4 Responses to Rai, cose porche dal mondo: la Littizzetto ironizza sul “Porcellum” usando un maialino vero

  1. aldissimo 11 dicembre 2013 at 19:43

    ho visto l’intervento di Luciana. Non è stato nè trash, nè diseducativo, nè poco rispettoso. E’ imbarazzante leggere Felicetti irritato e ancora di più perchè giustificato da Steidler.

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  2. Enrico Steidler 12 dicembre 2013 at 19:16

    Gentile lettore,
    siamo, evidentemente, su posizioni diametralmente opposte. La ringrazio comunque per la sua opinione. PS. Nel frattempo, Luciana Littizzetto è stata denunciata per maltrattamento di animali dall’Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente) e io mi associo idealmente al querelante. C’è solo una cosa che non capisco: perché solo lei?

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  3. Antonio Forina 16 dicembre 2013 at 11:36

    Certo che se la Rai dovesse spendere i soldi rispettando le idee di tutti gli abbonati potrebbe mandare in onda il monoscopio e poco altro – sempre se l’Unione Italiana Ciechi non protestasse per la mancata diffusionedi programmi in braille…

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  4. Enrico Steidler 16 dicembre 2013 at 20:10

    Caro Antonio, fermo restando che gli italiani riuscirebbero ad azzuffarsi anche per il monoscopio c’è una cosa che mi preme sottolineare: qui non si tratta di idee e opinioni ma dei diritti degli animali. Certo, anche questi sono da molti (troppi) ritenuti opinabili, ma fa specie rilevare che vengano stupidamente calpestati – un maialino non è nato per finire sotto i riflettori – proprio nel tempio della cultura made in Rai. “Dimmi per cosa ridi”, diceva il saggio…

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