Modestino Picariello
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Pallone d’oro: and the winner isn’t….

Tra poco più di un mese, il 13 gennaio 2014, il pallone d'oro sarà pronto a NON incoronare per l'ennesima volta il calciatore più forte del mondo

Pallone d’oro: and the winner isn’t….
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Il pallone d'oro, il premio più controverso della storia

Il pallone d’oro, il premio più controverso della storia

Ormai ci siamo: tra poco più di un mese, il 13 gennaio 2014, il pallone d’oro sarà pronto a NON incoronare per l’ennesima volta il calciatore più forte del mondo. Qualunque sia il verdetto, Messi, Cristiano Ronaldo o Ribery, il trio dei finalisti di questa volta.

EQUIVOCI DI FONDO – Il Pallone d’oro vive di due equivoci di fondo, appositamente tenuti in vita per mantenerne l’appeal mediatico: uno si è solo formalmente risolto nel 2010 (con l’unione tra il pallone d’oro e il Fifa World Player) e consisteva nell’eurocentrismo del premio, che da sempre vede trionfare chi segna e vince nel Vecchio Continente. E’ vero che il calcio consiste nella più nobile depurazione moderna dell’odio sociale (meglio sfogarmi contro un simbolo che contro una persona vera), ma allora chiamatelo “premio dato al giocatore più forte (e non è neanche così, come vedremo), d’Europa”, non del mondo!

Il secondo equivoco è che si basi su criteri anche solo vagamente oggettivi: lo vince chi gioca meglio, chi è più decisivo e così via. In realtà, come si può notare nel regolamento (ovviamente scritto esclusivamente in francese, il quanto il premio è nato ed è stato sempre assegnato da France Football), i criteri della votazione sono 4: insieme delle prestazioni individuali e di squadra, classe del giocatore (talento + fair play), carriera e carisma (attenzione, in francese tradotto con “personnalitè”, ovvero “personalità”).

 BRAVO MA… GLI MANCA IL QUID – Ed allora, premettendo che stiamo parlando di tre marziani, se andiamo ad analizzare i quattro aspetti, scopriamo che nessuno dei candidati può aspirare a vincere il premio quest’anno. A Cristiano Ronaldo mancano le prestazioni di squadra: nella Liga è arrivato secondo, è stato battuto dall’Atletico nella finale di Coppa del Re (macchiata da un’espulsione evitabilissima) ed è stato eliminato dal Borussia in semifinale di Champions. A Messi mancano le prestazioni individuali nell’ultima parte dell’anno, dato che un fastidioso infortunio lo ha fatto giocare e segnare meno dei suoi standard abituali. Infine a Ribery manca il carisma. Ecco, qui urge una precisazione: carisma deriva dal greco, e vuol dire “capacità di piacere”. A sua volta in francese è tradotto con “personalità”, ma non intesa come rendimento in campo (per quello bastano le prestazioni) bensì come “benevolenza della gente”. Ca va sans dire (tanto per rimanere in lingua francese) che per avere la benevolenza della gente, devi arrivarci, e quindi avere un buon battage mediatico alle spalle. cosa che al buon Frank è sempre mancata: vuoi perché quella faccia non te la cura neanche un miracolo, vuoi perché l’unica sua comparsata sulle cronache è stata per uno scandalo sessuale (che coinvolgeva però tutta la nazionale d’Oltralpe), diciamo che nella favoletta buona del calcio dell’angelico Messi, lui potrebbe fare al massimo il lupo cattivo. E quindi? I giurati sceglieranno in base al gusto personale, come sempre successo non solo nelle edizioni del pallone d’oro, ma anche in tutti i bar del mondo, senza che  ci fosse alcun tipo di premio in mezzo.

In soldoni: una volta al compianto Franco Rossi chiesero quanto valesse il Pallone d’oro. La sua risposta fu:”Charlie Chaplin è stato il più grande attore del mondo, eppure non ha mai vinto un Oscar”. A buon intenditor….

Modestino Picariello

 

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