Davide Luciani
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Inter: Mazzarri e i nodi di una rivoluzione a metà

Dopo un inizio incoraggiante l’Inter si è incartata su sé stessa e Mazzarri non riesce a trovare soluzioni anche per via di numerosi problemi della rosa

Inter: Mazzarri e i nodi di una rivoluzione a metà
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Mazzarri in questo momento non sa che pesci prendere. La sua Inter continua a buttare via punti e l’assalto alla zona Champions continua a essere rinviato. Vero che anche il Napoli ha frenato e che il terzo posto dista solo quattro punti, ma quello che preoccupa in casa nerazzurra è il modo in cui i pareggi sono maturati e le prospettive future della squadra. Ecco i nodi della crisi nerazzurra punto per punto.

Juan Jesus ha dimostrato di essere ancora acerbo

Juan Jesus ha dimostrato di essere ancora acerbo

DIFESA BALLERINA – Al di là dell’errore contro il Parma, Handanovic continua a essere l’unica certezza di una difesa ballerina. Le 17 reti incassate in 15 partite sono troppe, specie per una squadra di Mazzarri che ha sempre basato sulla solidità difensiva le fortune delle sue squadre. Dietro manca un leader in grado di guidare la retroguardia. Samuel è usurato, Rolando e Ranocchia non hanno carisma e Juan Jesus è quello che in assoluto, ha meno qualità. Rimane Campagnaro, ma l’argentino ha troppe pause e anche lui spesso è fuori per acciacchi vari. Risultato: la difesa traballa spesso e volentieri, come dimostrano i gol fotocopia. L’Inter spesso e volentieri è bucata per vie centrali  e questo è sinonimo di scarsa concentrazione e di schemi difensivi non applicati correttamente. Occorrerebbe quindi un rinforzo di personalità dietro, ma a quanto pare non arriverà. Mazzarri quindi dovrà arrangiarsi con quello che ha, magari ripetendo in maniera ossessiva gli schemi di gioco e chiedendo maggior grinta e concentrazione ai suoi.

FORMAZIONE ANNI ’60 – L’Inter attuale sembra una di quelle degli anni ’60. Si può infatti tranquillamente recitare a memoria perché i giocatori sono sempre gli stessi. Mancano alternative credibili in grado di far variare il gioco ai nerazzurri. Sulle fasce, tolti Nagatomo e Jonathan, si può fare affidamento sull’appena ristabilito Zanetti, l’acerbo Wallace e il quasi emarginato Alvaro Pereira. Peggio ancora va a centrocampo dove Cambiasso non ha alternative nel ruolo di mediano davanti alla difesa, mentre Taider, Kovacic, Guarin e Alvarez si giocano tre posti in quattro…E vogliamo parlare dell’attacco dove Palacio tira la carretta da inizio anno, perché Milito e Icardi devono convivere con acciacchi vari? In queste condizioni è logico che molti giocatori siano stanchi e che quindi la manovra ne risenta. A gennaio dovranno arrivare almeno un esterno, un centrale ed una punta perché è impensabile che gli attuali 11 durino per tutta la stagione.

Mateo Kovacic, uno dei nodi di Mazzarri

Mateo Kovacic, uno dei nodi di Mazzarri

MANCATA CRESCITA DEI GIOVANI – Mazzarri a inizio stagione puntava molto sull’esplosione di Kovacic, giocatore che era convinto di poter trasformare nel nuovo Hamsik. Mateo invece, vuoi per problemi fisici, vuoi per mancanza di costanza di rendimento, ha reso al di sotto delle aspettative. Lo stesso dicasi di Belfodil, Wallace e Juan Jesus. I giovani dell’Inter sono tutti impantanati in un limbo da cui non riescono a uscire. Di questi, solo Juan Jesus è titolare fisso, ma i continui errori del brasiliano finiscono per penalizzare oltremodo la squadra. Se Mazzarri non riuscirà a far rendere i giovani, soprattutto Kovacic, la strada per l’Inter sarà in salita. All’Inter, infatti, mancano proprio i gol del croato. Inoltre, in questo momento, Mazzarri non può permettersi di schierare contemporaneamente Kovacic, Guarin e Alvarez, per non chiedere un super lavoro a Cambiasso in fase di copertura. Occorre quindi che Mazzarri trovi i giusti meccanismi per esaltare le caratteristiche del croato senza penalizzare chi, finora, ha tirato la carretta.

MODULO SEMPRE UGUALE – Mazzarri potrebbe trovare maggiori equilibri se provasse altre soluzioni tattiche, come è successo ad esempio,  a Udine, dove Guidolin , altro teorico del 3-5-1-1, è passato al 4-3-2-1 per dare maggior copertura dietro ed esaltare le qualità dei tanti trequartisti a sua disposizione. Mazzarri ha sempre detto di non voler cambiare perchè la squadra ha bisogno di certezze, ma, provare a varare nuovi schemi, viste le difficoltà attuali dell’Inter, potrebbe essere una risorsa in più per i nerazzurri, non un problema. Magari proprio cambiando modulo, la squadra potrebbe trovare quella compattezza perduta dopo un inizio incoraggiante. Mazzarri deve trovare delle soluzioni al più presto per non perdere contatto con la zona Champions. Nelle due partite che separano i nerazzurri dalla sosta natalizia, Palacio e compagni dovranno cercare di fare bottino pieno, altrimenti la rivoluzione iniziata quest’estate (tattica, di uomini e societaria) rischia di rimanere monca.

Davide Luciani  

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