Simone Gianfriddo
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Nba: Kobe Bryant torna, ma senza brillare

Kobe Bryant is back! Dopo 8 mesi, il Black Mamba torna a calcare lo Staples Center per 28 minuti nella sconfitta dei suoi Lakers contro i Raptors; per il 24 gialloviola 9 punti e una prestazione "umana", ma è solo l'inizio

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Tutto il mondo dello sport può sorridere: Kobe Bryant è tornato!  Lo Staples Center di Los Angeles ha dedicato ieri notte  al  proprio  beniamino un benvenuto hollywoodiano in stile Star Wars, come d’altronde prevedibile vista l’importanza dell’evento; ma il Kobe-day non è stato solo luccichii e applausi; è stato un rientro dopo 8 mesi di riposo forzato causa rottura del tendine d’Achille; è stato, come logica insegna, un ritorno opaco e non altisonante per i canoni del Black Mamba. Un ritorno discretamente breve ( 28 minuti giocati), concomitante  ad una brutta sconfitta dei suoi Lakers  contro i Raptors. Ma non basta : è stato il punto di partenza per un campione che è riuscito a rimettersi in gioco dopo uno dei più brutti infortuni che un atleta possa subire, grazie al duro lavoro e grazie alla sua immensa forza di volontà che gli hanno permesso di rimettersi in pista in tempi strabilianti.

“Si tenta di controllare le proprie emozioni nella migliore maniera possibile, ma non si può non pensare a tutto il duro lavoro per arrivare fin qui. Ho lavorato tutta l’estate per arrivare qui”. Queste le prime impressioni di Bryant nel post-match. Ora il gioco è ricominciato per Kobe, che ha fatto quello che poteva; per lui non è stata una prestazione epica: 9 punti con 2/9 dal campo, 8 rimbalzi, 4 assists, 2 palle rubate ma ben 8 perse.

Ma comunque una  prestazione dopotutto normale, anche se Kobe “normale” proprio non lo vuole essere:” Non mi sento normale a tutti. Non vedevo l’ora che il mio film riniziasse. Adesso andrò a casa a rivedere tutti i miei sbagli. E’ la parte eccitante. Ho davanti a me una sfida, e devo migliorare. E’ solo l’inizio, e come inizio non è stato così male”. 

Già, l’inizio non è stato poi così male, e sappiamo per certo che il futuro Hall of Fame farà di tutto per tornare  “on fire” il più preso possibile . D’altronde Kobe è sempre Kobe: ” Se non si fosse rialzato sarebbe rimasto un eroe; se non avesse realizzato più un tiro libero, sarebbe comunque nella storia del basket; se non fosse più tornato a giocare sul parquet, sarebbe comunque una leggenda vivente. MA  NON SAREBBE KOBE BRYANT.”  

Queste parole del rapper losangeleno Ice Cube, che riassumono al meglio  il nostro, Bentornato Kobe! 

Simone Gianfriddo 

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