Davide Luciani
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Lazio, biancocelesti in crisi di risultato e gioco: ecco le cause

Campagna acquisti sbagliata, Petkovic in confusione, Hernanes fuori fase: questi sono alcuni dei motivi del momento no dei biancocelesti

Lazio, biancocelesti in crisi di risultato e gioco: ecco le cause
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Anderson Hernanes, ormai corpo estraneo nella Lazio

Anderson Hernanes, ormai corpo estraneo nella Lazio

La Lazio in questa stagione si è infilata in una crisi da cui è difficile intravedere la luce. La fiducia in Petkovic è ai minimi termini, la squadra non dà segnali di ripresa, molti giocatori sono sfiduciati. E pensare che quest’estate, dopo la vittoria della Coppa Italia e la più sfarzosa campagna acquisti dell’era Lotito, le premesse erano ben differenti. Si parlava apertamente di zona Champions League e tutti gli addetti ai lavori davano la squadra tra le protagoniste del campionato. Quattro mesi dopo tutto è mutato. La Lazio si trova a 15 punti dal terzo posto, e con un margine di quattro lunghezze sulla zona retrocessione. Fuori casa, in 8 gare ha racimolato 4 pari e 4 sconfitte senza mai riuscire a vincere. Come se non bastasse la difesa imbarca acqua e l’attacco fatica a segnare. Quali sono le cause di tale crisi? Eccole spiegate una ad una.

ACQUISTI SOPRAVVALUTATI – Anzitutto, se è vero che Lotito e Tare quest’anno hanno comprato molto, non si può dire che lo abbiano fatto bene. Dei 7 acquisti estivi (Berisha, Elez, Novaretti, Vinicius, Felipe Anderson, Biglia e Perea) solo Biglia e Pera giocano con una certa continuità, senza però dare quella marcia in più alla squadra, anzi, risultando spesso tra i peggiori. Berisha è stato preso, dopo una guerra con il Chievo, per fare la riserva di Marchetti. Elez e Vinicius sono due oggetti misteriosi, nonostante sul primo si dica un gran bene. Felipe Anderson deve ancora dimostrare di poter essere quel valore aggiunto che molti di attendono. Petkovic lo utilizza con il contagocce e il brasiliano non pare aver ancora assimilato schemi e movimenti. Novaretti quando è stato chiamato in causa ha fatto rimpiangere Ciani e Cana, non esattamente Thiago Silva e Piquè…insomma la campagna acquisti è stata toppata alla grande anche perché non si è intervenuto sulle due grosse lacune che la squadra si porta dietro da anni…un vice Klose e un difensore di valore assoluto.

LEDESMA EMARGINATO, HERNANES FUORI FASE – Come se non bastasse due giocatori chiave dei successi laziali degli ultimi anni non stanno rendendo come ci si aspettava, per motivi diversi. Ledesma, infatti, è passato da vice capitano della Lazio a panchinaro fisso per far posto a Biglia, dopo che l’esperimento di farli giocare insieme è fallito. Risultato: la squadra ora ha perso un punto di riferimento importante, perché l’ex Anderlecht non ha la stessa personalità, né la stessa velocità di pensiero di chi ha sostituito, e la manovra biancoceleste ne risente, visto che è molto più lenta e prevedibile. Come se non bastasse c’è il caso Hernanes che monta sempre più inesorabile. Il brasiliano non ha rinnovato il contratto in scadenza nel 2015 e quest’estate è stato al centro di numerose vicende di mercato. Alla fine è rimasto, ma chiaramente controvoglia. Benchè sia stato quasi sempre titolare, è finito per essere un corpo estraneo alla squadra. Petkovic ha provato a motivarlo, ma i suoi tentativi sono stati vani. Così con il brasiliano fuori da ogni contesto e senza adeguati sostituti, visto che né Ederson, né Felipe Anderson hanno convinto, la squadra ha perso il valore aggiunto a centrocampo che sopperiva alle lacune in attacco della squadra.

TROPPI MODULI E UOMINI – Come se non bastasse, nel tentativo di rimettere in piedi la baracca, Petkovic ha iniziato a variare in continuazione moduli e uomini, finendo per incartarsi. Abbandonato il 4-1-4-1, che aveva dato i suoi risultati lo scorso anno, la Lazio ha provato il 4-3-3, il 3-4-3, il 4-3-2-1 e via discorrendo, senza così riuscire a ritrovarsi. Inoltre sono variati parecchio anche gli stessi titolari con i vari Felipe Anderson, Ederson, Floccari, Pereirinha, Gonzalez, Keita, Perea, che un giorno erano titolari e il giorno dopo riserve. La squadra ha iniziato a perdere fiducia nelle capacità di Petkovic e i risultati hanno iniziato a scarseggiare. 

MANCA UN VICE KLOSE – Come già accennato, alla squadra continua a mancare un attaccante di valore. I continui acciacchi di Klose rendono infatti orfana la squadra di una punto di riferimento in avanti. Né Floccari, né Perea, né Keità hanno la personalità, il fisico e il fiuto del gol del tedesco. E non è un caso che ogni volta che Klose si sia infortunato, la Lazio abbia faticato da matti nel segnare. Senza un attaccante di valore in avanti non si va da nessuna parte. Lotito e Tare pare non abbiano ancora capito questo semplice assunto. 

PETKOVIC COMUNQUE AI SALUTI – La fiducia in Petkovic è quindi ai minimi termini, anche perché, il fatto che il tecnico abbia già un accordo con la Svizzera per dopo i mondiali, non aiuta a fare progetti a lunga scadenza. A questo punto Lotito ha due strade: continuare a dare fiducia ad un allenatore su cui lo scorso anno ha puntato forte e da cui è stato ripagato con una Coppa Italia, o cambiare subito e cercare di salvare il salvabile. La scelta non è facile, anche perché, in giro non i sono tecnici con i quali è possibile improntare programmi a lunga scadenza. Lotito sta pensando ad un ritorno di Reja come traghettatore, o a promuovere Bollini, tecnico della Primavera. Si fa anche il nome di Di Carlo, ma nessuna decisione pare presa prima della prossima settimana. Petkovic infatti pare avere due gare, quella con Trabzonspor e Livorno, per provare a rimettere in carreggiata la squadra. Se le cose dovessero andare male, allora si cambierà. Va detta però una cosa: questa squadra va rinforzata, sia che rimanga Petkovic, sia che arrivi un nuovo tecnico, perché in queste condizioni, la attende una stagione di sofferenza.

Davide Luciani   

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