Modestino Picariello
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Primarie PD: l’identikit degli sconfitti

Chi è Cuperlo? Chi Civati? Cosa sarebbe successo dopo una loro vittoria alle primarie? Ce lo dice Giuseppe Folchini

Primarie PD: l’identikit degli sconfitti
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primarie PD

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CHI E’ CUPERLO – Colui che ho definito l’uomo dagli occhi di ghiaccio, con una erre moscia molto radical-chic. E’ il vestito nuovo per le primarie di Massimo D’Alema, il principe della nomenclatura piddina. Triestino 52 anni, parlamentare dal 2006, Gianni Cuperlo ha svolto il classico escursus politico dell’ex Pci, nel quale si era iscritto a metà degli anni Ottanta. Infatti è l’ultimo segretario della Federazione giovanile (FGCI), nel 1988.  Dal 1992 è membro della Direzione Nazionale, nelle varie fasi della metamorfosi comunista. Dal Partito Democratico della Sinistra (Pds) ai Democratici di Sinistra (Ds)  poi del Partito Democratico. In questo periodo Cuperlo è folgorato sulla via di Damasco, ergo  conosce Massimo D’Alema, con il quale collabora nei lavori della Commissione bicamerale per le riforme, della seconda parte della Costituzione. Con lo stesso  Massimo D’Alema, partecipa anche alla stesura e pubblicazione di alcuni libri come: Un paese normale  e La grande occasione  Nel 2001 entra nella segreteria nazionale dei DS e in qualità di responsabile della comunicazione del partito, incarico che ricopre fino al 2006, quando viene eletto in Friuli Venezia Giulia.

SE AVESSE VINTO – Gianni Cuperlo, se avesse vinto le primarie, probabilmente sarebbe stato colui che  meno avrebbe inciso, sugli attuali assetti del governo e sull’agenda programmatica. Anche se ora la sentenza della Consulta, sulla legge elettorale, imporrebbe comunque, una svolta in tal senso. Non ha fatto mistero  di aver apprezzato l’operato di Letta e si è limitato a lievi critiche sul modello europeo. Si è anche schierato a favore di un imposta patrimoniale.  Sostenuto dall’apparato interno, come si è potuto evincere dal buon risultato della mozione, presentata ai congressi territoriali del Pd.  Pronostico: improbabile.

CHI E’ CIVATI – L’outsider delle primarie, il volto imbronciato e sofferente dell’intellettuale di sinistra vera. Giuseppe, detto Pippo, Civati è stato il “pontiere” tra i grillini e Bersani, durante le fasi concitate del post elezioni. Quando l’ex segretario del Pd, tentò di varare un governo di sinistra, con l’appoggio esterno dei M5S. Pippo è una “costola” di Renzi. Rammentiamo che nel 2010, fu proprio lui ad organizzare insieme al sindaco di Firenze la convention Prossima fermata Italia,  alla Leopolda di Firenze che diede il via appunto alla corrente dei “rottamatori”. Ma la sera dei 101, il numero dei parlamentari del Pd che pugnalarono alla schiena Prodi, durante le votazioni per la Presidenza della Repubblica, Pippo decise che dover diventare grande e provarci da solo. Civati inizia la sua esperienza politica nel 1997 con i Democratici di Sinistra, come consigliere comunale a Monza, in provincia di Milano, città in cui è nato 38 anni fa. L’anno successivo, diviene segretario cittadino. Dal 2005 al 2013 è consigliere regionale in Lombardia. Ha fatto una campagna elettorale spartana, tanto da rimanere senza benzina proprio ieri sera in Sardegna, con uno stuolo di giovanissimi volontari.  Molto popolare sul web, poco conosciuto al pubblico senior. Quello televisivo, tanto per intenderci. Ma quando si è presentato, davanti alle telecamere di Sky confrontandosi all'”americana” con gli altri candidati, i risultati dell’istant pool lo davano al 40 per cento. Il più convincente.

SE AVESSE VINTO – L’asse del partito si sarebbe spostato a sinistra, creando forti dissapori con la componente cattolica. Potrebbe esserci un rischio scissione. A questo punto, Renzi potrebbe essere comunque candidato alla presidenza del Consiglio, un inedito ma non impossibile ticket. Subito dopo la riforma della legge elettorale

Giuseppe Folchini

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