Luca Porfido
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Cancro al seno: nuova terapia con ultrasuoni

Ultrasuoni per curare il cancro al seno. La nuova terapia proposta all'Università la Sapienza di Roma sembra aver dato ottimi risultati nei primi test

Cancro al seno: nuova terapia con ultrasuoni
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Quello al seno è uno dei tumori più diffusi. Secondo l’ISS (Istituto Superiore di Sanità) solo nel 2012 sono stati diagnosticati 50 mila nuovi casi di tumore alla mammella.
Come al solito, le cause per le patologie neoplastiche sono molteplici: nell’ambito del tumore al seno si va da fattori non modificabili, come l’età, la familiarità (si ricordi il caso di Angelina Jolie che ha fatto scalpore qualche tempo fa) e la densità del petto, e fattori modificabili, come l’obesità, l’abuso di alcol e soprattutto la terapia sostitutiva con ormone (HRT), mentre il ruolo del fumo è ancora ampiamente dibattuto.

TERAPIA INNOVATIVA – Una buona notizia in ambito di cure ci arriva da Roma, dove l’Università la Sapienza ha cominciato a sperimentare il trattamento con ultrasuoni.  Questa tecnica è stata già approvata per la terapia delle metastasi ossee (per la palliazione del dolore) in chi è resistente alla classica terapia farmacologica e alla radioterapia.
Lo studio ha interessato 12 pazienti con diagnosi di cancro al seno duttale invasivo: la tecnica consiste nell’individuare il cancro con la normale risonanza magnetica e poi di bombardarlo con onde di energia acustica da ultrasuoni ad alta intensità. Gli ultrasuoni oltrepassano la pelle, lasciandola intatta, e una volta fatti convergere in un unico punto, raggiungono la massima energia aumentando la temperatura in modo da bruciare le cellule tumorali.  Per ora in 10 delle 12 volontarie su cui la tecnica è stata provata una sola volta, il tumore sembra essere stato estirpato.

risonanza magnetica

La nuova terapia usa la risonanza magnetica insieme agli ultrasuoni

MULTIUSOCarlo Catalano, del Dipartimento di Scienze radiologiche, dichiara: ”Con gli ultrasuoni focalizzati possiamo controllare la temperatura nel tessuto da eliminare, aumentandola quanto serve e per il tempo necessario: a 57 gradi basta un secondo di applicazione per uccidere le cellule” . Continua poi: “Negli Usa e in Europa gli ultrasuoni focalizzati sono stati approvati dagli enti regolatori meno di 10 anni fa per rimuovere i fibromi uterini. La casistica per questa patologia benigna è amplissima”. La speranza è di poter utilizzare questa tecnica anche in altri ambiti, come nel tumore del pancreas, del fegato e della prostata.

La nuova tecnica è stata presentata alla conferenza annuale della Società nordamericana di radiologia. E’ uno degli stessi promotori della ricerca, però, Alessandro Napoli, a mettere i paletti su un uso diffuso della procedura, dato che mancano dati sufficienti per garantire sicurezza ed efficacia di questa terapia. Da sottolineare come, fino ad ora, nessuna delle pazienti ha accusato complicazioni, ne durante ne dopo la procedura.

Luca Porfido

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