Davide Luciani
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Ljajic-Fiorentina, una storia di amore ed odio

Domenica Ljajic ritroverà la Fiorentina per la prima volta da avversario e nel suo cuore vivrà sentimenti contrastanti

Ljajic-Fiorentina, una storia di amore ed odio
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Adem Ljajic con la maglia della Fiorentina

Adem Ljajic con la maglia della Fiorentina

Ljajic domenica pomeriggio ritroverà la Fiorentina per la prima volta da avversario. Per il serbo sarà un’occasione particolare e non potrebbe essere diversamente. Firenze e la maglia viola evocano nella mente del serbo tanti ricordi e sentimenti. Lì Ljajic ha vissuto momenti esaltanti, è stato ad un passo dall’abisso calcistico, ed è rinato. Ripercorriamo qui il suo percorso con la maglia viola.

GLI INIZI – Ljajic sbarca a Firenze il 15 gennaio 2010 per 6.5 milioni di euro. Un investimento importante per un ragazzo di appena 18 anni, uno dei tanti colpi in prospettiva dell’allora ds Corvino. I viola ci puntano forte anche perché nel Partzan, la squadra che lo ha cresciuto e fatto esordire nella massima serie, ha collezionato in un anno e mezzo 38 presenze e 9 reti. Nei primi sei mesi in viola, che coincidono con la fine del ciclo Prandelli, Ljajic colleziona nove presenze (di cui tre dall’inizio) e zero reti.

IL RAPPORTO CON MIHAJLOVIC – L’anno dopo sulla panchina della Fiorentina arriva il suo connazionale Sinisa Mihajolvic. Il grave infortunio accorso a Jovetic sembra spalancargli le porte da titolare, ma dopo un buon inizio, il ragazzo si perde, concludendo la stagione con 26 presenze totali (14 da titolare) e tre reti. A chi domanda a Mihajlovic del suo scarso utilizzo, il tecnico risponde con una frase divenuta celebre:  “Ljajic deve mangiare meno cioccolatas e tagliarsi i capelli e non vivere attaccato al computer, perché la cioccolata lo fa ingrassare, i capelli lunghi lo obbligano a spostare sempre il ciuffo e il computer lo addormenta”.  Il rapporto tra Ljajic e Mihajlovic ha alterne fortune: l’attuale allenatore della Samp conosce bene le qualità del ragazzo, ma non ne apprezza la scarsa professionalità. Perfino quando Mihajlovic diviene ct della Serbia i sono difficoltà tra i due. L’ex giocatore della Lazio infatti, si rifiuta di convocarlo perché Ljajic (che è serbo di passaporto, ma di origini bosniache e musulmano) si rifiuta di cantare l’inno. Insomma, per Mihajlovic il talento non basta e Ljajic finisce per scendere sempre più giù nelle gerarchie.

LA LITE CON ROSSI – Certo, al confronto con quello che succede con Rossi, il rapporto con MIhajlovic è una luna di miele. Il tecnico romagnolo sbarca a Firenze al posto dell’esonerato Mihajlovic il 7 novembre 2011. Con Rossi, Ljajic colleziona pochissime presenze (a fine stagione risulteranno 15 per un totale di 656 minuti), ma, soprattutto, è protagonista della furiosa lite del 2 maggio 2012, nella partita casalinga con il Novara. Il serbo vine sostituito al 32’ da Olivera ed esce applaudendo sarcasticamente Rossi. Una volta sedutosi in panchina, tra Ljajic e Rossi nasce ujn alterco verbale che porta il tecnico ad aggredire fisicamente il giocatore. Risultato: Rossi esonerato, e squalificato tre mesi dal giudice sportivo, mentre Ljajic viene messo fuori rosa.

LA RINASCITA CON MONTELLA – L’avventura del serbo con la Viola pare terminare qui, ma nell’estate del 2012 sulla panchina della Fiorentina si siede Montella e tutto cambia. Ljajic inizia ad allenarsi con costanza e Montella lo reintegra in rosa. L’aeroplanino sprona il talento ribelle di Ljajic a dare il meglio di sé e finalmente il ragazzo esplode, trasformando i fischi assordanti della curva Fiesole (che non gli perdona gli atteggiamenti tenuti fin qui) in applasusi. A fine stagione infatti colleziona 28 presenze e 11 reti, secondo miglior marcatore della squadra dietro Jovetic. Finalmente sembra che il ragazzo abbia messo la testa a posto.

LA LUNGA ESTATE – Quest’ estate, infine, si scrive l’ultimo capitolo della storia tra la Fiorentina e Ljajic. Il ragazzo, con il contratto in scadenza nel 2014, non riesce a  raggiungere un accordo economico per il rinnovo del contratto e, dopo vari tentativi andati a vuoto, viene ceduto alla Roma, il 28 agosto, per 11 milioni di euro più bonus, firmando un contratto fino al 30 giugno 2017. La storia di amore e odio tra Ljajic e la Fiorentina si chiude così con 88 presenze e 16 reti complessive. Fin qui l’avventura giallorossa è stata contraddistinta da luci e ore. Il serbo ha collezionato 5 presenze da titolare  (11 totali) segnando 3 reti, tutte partendo dalla panchina. Domenica contro la Fiorentina, Ljajic cercherà il gol che permetta alla Roma di ripartire dopo quattro pareggi di fila. Ha già annunciato che in caso di marcatura non esulterà. Di certo molti ricordi gli baleneranno in testa nei novanta minuti di gioco. Firenze e la Fiorentina gli hanno dato, ma soprattutto, insegnato, molto. Ora dovrà far vedere di aver imparato la lezione che gli anni in viola gli hanno impartito, a livello di gioco e umano

Davide Luciani

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