Simone Viscardi
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Brennero: la Coldiretti scende in campo a tutela del Made in Italy

In migliaia appostati al confine con l'Austria per sensibilizzare contro concorrenza sleale e falsi "prodotti italiani". Immediato sostegno del governo.

Brennero: la Coldiretti scende in campo a tutela del Made in Italy
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Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti.

Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti.

Mobilitazione di massa per gli esponenti della Coldiretti. In migliaia, tra allevatori e agricoltori, hanno sfidato il freddo glaciale del valico del Brennero per presidiare il confine italo-austriaco, a tutela dei prodotti Made in Italy. Obiettivo dei dimostranti bloccare i TIR che trasportavano in Italia derrate agroalimentari straniere spacciate per nostrane. I manifestanti hanno anche approfittato dell’occasione per lanciare la campagna :”Battaglia di Natale: scegli l’Italia”, invitando i cittadini italiani a preferire prodotti dalla certificata provenienza autoctona per i cenoni di Natale e Capodanno.

I NUMERI DELLA CRISI – Secondo i dati della associazione nazionale a rappresentanza dell’agricoltura sono state ben 140mila le aziende e stalle italiane costrette a chiudere la loro attività dal 2007 – anno universalmente riconosciuto come di inizio della crisi economica – e di queste addirittura 32mila solo negli ultimi 12 mesi, causando la perdita del lavoro per 36mila persone. Dati allarmanti, ai quali la Coldiretti cerca di dare una parziale spiegazione denunciando il dilagante fenomeno della contraffazione del Made in Italy.

I RISULTATI –  Questa “dogana”, improvvisata dagli agricoltori, ha permesso alle forze dell’ordine di trovare, all’interno dei camion fermati, prodotti di ogni tipo: latte polacco, cagliati e patate provenienti dalla Germania e dirette in Sicilia, prosciutti olandesi. Tutti alimenti che, secondo i fautori della protesta, sarebbero stati etichettati come Made in Italy, così come italiani sarebbero stati classificati i fiori trovati in un TIR e provenienti addirittura dal Kenya.

LE REAZIONI – Dura la critica del neopresidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo : “Stiamo svendendo un patrimonio del nostro Paese sul quale costruire una ripresa economica sostenibile e duratura che faccia bene all’economia, all’ambiente e alla salute”. Sulla stessa linea l’immediata replica del ministro delle politiche agricole Nunzia Di Girolamo, la quale non ha esitato ad affiancarsi ai manifestanti nella loro protesta: “Il Made in Italy è la grande occasione per il nostro Paese per uscire dalla crisi. Occorre insistere specialmente per quanto riguarda la tracciabilità, in modo tale da consentire agli agricoltori italiani di essere protetti. E anche i consumatori finali devono sapere da dove arrivano i prodotti e che cosa mangiano”.

Unità di intenti quindi tra associazioni di categoria e governo, entrambi concordi nel ritenere che il recupero del patrimonio agroalimentare nostrano sia indispensabile per il superamento della crisi economica che sta mettendo in ginocchio il Paese. Mentre le prime hanno già attivamente provato a fare qualcosa, attendiamo una precisa strategia del Ministero per garantire la salvezza a quello che storicamente, insieme all’arte e il design, è il settore italiano di maggior successo nel Mondo.

Simone Viscardi

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