Giuseppe Andriani
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In tutto il caos, una domanda: di chi è il calcio?

Pioggia di assurdità nel mondo del calcio, le nubi faticano a diradarsi. E allora urge una domanda: di chi è il calcio?

In tutto il caos, una domanda: di chi è il calcio?
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Pioggia di assurdità nel mondo del calcio, le nubi faticano a diradarsi. E allora urge una domanda: di chi è il calcio?

Calcio: I piccoli della Juventus si fanno sentire "anche troppo"

Calcio: I piccoli della Juventus si fanno sentire “anche troppo”

DEI BAMBINIDi coloro che hanno occupato lo Stadium domenica in Juventus – Udinese? Forse. Dell’innocenza e della bellezza di un bambino che sogna di vedere il proprio idolo e può farlo gratis, in una domenica in cui le curve sono squalificate. Poi Brkic rinvia e loro gli urlano “merda”, come fanno gli adulti ogni domenica. E qualcuno si scandalizza perchè i bambini non possono dire una parola così brutta, ma possono ascoltare qualunque volgarità seduti davanti al televisore. Perchè è più grave un “merda” per destabilizzare Brkic che uno scontro tra tifosi atalantini e romanisti, tanto che un giornale sportivo riporta solo il primo episodio in prima pagina. No, non è il loro il calcio. Sono frutto di una cultura sportiva forse carente, di sicuro particolare. Dove allo stadio una parolaccia all’avversario si può ancora dire, ma l’ipocrisia dilagante fa sì che ci si scandilizzi se questo lo fa un bambino. Non per cattiveria, ma perchè ai bambini piace giocare. Tosel li multa, 5 mila euro. Ma se lo fa la tifoseria del Napoli nel monday-night dell’Olimpico nessuno se ne accorge. L’avrò sentito solo io.

DEI BARBIERIDi coloro che non lavorano il lunedì? Probabilmente. Sì, il calcio è di chi non ha nulla da fare il lunedì. Perchè ci sono 2 partite: una alle 19 e una alle 21. Ora e giorno adatte per una trasferta, ma anche per godersi una bella partita in tv. Mica come alla Domenica alle 15.00, quando tutti gli uffici sono aperti e la gente è indaffarata. Poi vengono realizzati 13 gol in due match, e qualcuno si chiede perchè al giorno prima abbia dovuto passare una domenica pomeriggio con soltanto 4 partite. Diritti tv, dicono. E gli stadi? No, sono un contorno e null’altro. I tifosi juventini qualche anno fa in un irrealistico infrasettimanale di Serie B alle ore 15.00 di martedì scrissero: “Prossimo turno: Giovedì mattina ore 10.00”. Era una battuta, mica la prenderete come un’idea?

DI CHI FESTEGGIADi coloro i quali ebbri dalla gioia per un derby vinto che vuol dire salvezza scendono in piazza a festeggiare? Beh, sicuramente. Bari – Lecce 8 Maggio 2011, il Lecce vince un derby, che poi si scoprirà irregolare, in casa del Bari, storica rivale, e conquista la salvezza in Serie A dopo una stagione complicata. In città c’è chi addirittura pensa di riversarsi nelle vie per festeggiare. Per esprimere il colore e la gioia di una festa impagabile. Qualcuno, due anni dopo, pensa bene di denunciare i tifosi giallorossi per “manifestazione non autorizzata”. Una festa salvezza, come i caroselli che si vedono in ogni città quando una big vince il campionato. Di solito scrivo in maniera parodistica e cerco anche di prender poco sul serio la realtà, magari con degli schizzi iperbolici. Stavolta non ne sono all’altezza, confesso la sconfitta: è la (loro) realtà che supera la (mia) fantasia. Chapeau.

DEI PADRONIDi chi vieta le trasferte, vende i diritti tv a prezzo maggiore, denuncia chi festeggia, mette le partite al lunedì e multa i bambini se urlano una parolaccia? Sì. Senza “probabilmente”, “sicuramente”, “forse”. E’ loro il calcio. Perchè piano piano la gente si disinnamora del gioco più bello del mondo e qualcuno, in maniera ipocrita, continua a chiedersi perchè. Violenza, dicono. Ed è vero, ci sta. Ma se poi lo vuoi intendere così il calcio arriva il punto in cui non fa più divertire. In cui resta un freddo televisore in un lunedì piovoso in cui si gioca alle 21, e scopri poco prima che un gruppo di ultras è stato denunciato per aver festeggiato una salvezza per strada e che dei bambini sono nell’occhio del ciclone per una parolaccia allo stadio. Quando i buchi nei bilanci, le vicende oscure, restano, appunto, oscuri. Di cui ci resta un immagine che non fa più sorridere. Come la signora più bella del mondo, incattivita e maltrattata, con tante rughe anche se giovane e immortale. Resta senza appeal. Come un pallone sgonfio che quasi non rotola più.

Giuseppe Andriani

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