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Calcio Estero

Ljajic, i guai non finiscono mai

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Anno nero per Ljajic

BELGRADO, 29 MAGGIO – Per la serie i guai non vengono mai uno per volta, Adem Ljajic – centrocampista serbo – , dopo lo spiacevole episodio avvenuto con Delio Rossi, si è visto recapitare un invito da parte del nuovo allenatore della nazionale balcanica, Sinisa Mihajlovic, a lasciare la nazionale stessa fin quando il suo atteggiamento non ritornerà ad essere quello di un giocatore professionista.

NO INNO, NO NAZIONALE – Sarebbe stato questo il motivo del dissidio tra il neo allenatore serbo ed il centrocampista della Fiorentina. Infatti nell’amichevole disputata venerdi tra la Spagna e la Serbia al momento dell’inno nazionale serbo, Ljajic non ha accennato ad intonare nemmeno una strofa del medesimo. A quanto pare le ragioni della mancanza da parte del giocatore serbo ma di origine montenegrina sarebbero di natura politico-religiosa. Ljajic appartiene ad una minoranza musulmana ormai quasi scomparsa dal paese nato dalle macerie della ex Jugoslavia.

CODICE ETICO – L’ex allenatore di Catania, Bologna e Fiorentina al momento del suo insediamento alla guida della nazionale serba ha fatto firmare a tutti i calciatori convocati una sorta di codice etico-morale che come caposaldo prevede l’assoluta fedeltà e appartenenza alla nazione e l’obbligo di cantare l’inno in tutte le sue parti. La regola, uguale per tutti, è molto chiara: chi non rispetta il “patto di ferro” è fuori dal giro della nazionale.

Azio Agnese

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