Antonio Casu
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Zlatan, l’Ibraismo e la maledizione di Ramsey

Divinità e iettatori, calcio e misticismo. Iniziate a tremare...

Zlatan, l’Ibraismo e la maledizione di Ramsey
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La sacralità di una divinità nordica e antiche leggende che arrivano dall’Inghilterra. Tutto questo e molto altro nell’undicesima puntata de “Gli sfigati del lunedì”. Protagonisti di oggi Zlatan Ibrahimovic, il calciatore più umile del mondo, e Aaron Ramsey, centrocampista dell’Arsenal con licenza di portare sfiga. Ma andiamo con ordine!

Il Dio Ibra

Il Dio Ibra

ZLATAN E L’IBRAISMO – Più spietato di Thor, freddo quanto Uullr, saggio come manco Odino sa essere (ehm…). Di che divinità si parla? Arriva dalla fredda Scandinavia, nel lontano nord Europa, il suo nome è Zlatan Ibrahimovic! L’etichetta di “fenomeno” non gli basta più, troppo poco definirlo un “campione”, lui non è altro che un Dio! Forse il ragazzo si è montato un po’ troppo la testa, e negli ultimi giorni l’escalation delle sue affermazioni “discutibili” ha valicato ogni confine. I Mondiali? “Non guardateli, tanto io non ci sarò”. Il Pallone d’Oro? ” Non mi serve, so già di essere il migliore”. E poi la perla tra le perle, Ibrahimovic dimostra di essere più umile del Mahatma Gandhi (mah…): “Dio? Ce l’hai davanti!”. L’evoluzione mistica porterà presto alla creazione di una nuova religione monoteista, l’Ibraismo, i discepoli si raduneranno negli stadi in cui il Messia porterà il suo Credo, intonando canti e preghiere. Insomma, è iniziata una nuova era, non si deve far altro che prenderne atto! Peccato però che la Svezia sia stata eliminata dal Portogallo e il Pallone d’Oro non andrà quasi sicuramente a lui. Vincente sì, fenomeno pure,  ma anche eterno secondo! Questa nuova religione forse ha qualche limite…

Scendi dal piedistallo…

Ramsey esulta, il mondo tocca ferro

Ramsey esulta, il mondo tocca ferro

AARON LO IETTATORE – Dalla divina Svezia alla patria del calcio, l’Inghilterra. Una leggenda narra dell’esistenza di un centrocampista fortissimo e spettacolare, ma terribilmente porta sfiga. Il calciatore in questione è Aaron Ramsey, mediano dell’Arsenal della nazionale gallese. Perché iettatore? Beh, ogni volta che segna… Muore qualcuno! Non ci credete? I dati confermano il mito, purtroppo! Primo maggio 2011, gol di Ramsey: il giorno dopo Osama Bin Laden viene catturato e ucciso. 2 ottobre 2011, il nostro eroe esulta per una rete inflitta al Tottenham: passano tre giorni e muore Steve Jobs. Altre due iscrizioni nel tabellino dei marcatori, e a farne le spese sono rispettivamente Muammar Gheddafi e Whitney Houston. Una maledizione spietata che non risparmia nessuno, neanche i divi di Hollywood! Sabato scorso il centrocampista si è reso protagonista di una doppietta, e il mattino dopo che succede? L’attore Paul Walker perde tragicamente la vita in un incidente stradale. Basta!

TUTTI CON L’HULL! – Tremate tutti, lo iettatore in questo periodo è in grande forma e segna gol a ripetizione ( 13 da inizio stagione, a discapito degli 11 messi a segno dal 2006 al 2012), il pericolo è dietro l’angolo! E meno male che non ha la media realizzativa del Dio Ibra, sennò non ci sarebbe scampo per nessuno! Il prossimo impegno del suo Arsenal è previsto per mercoledì alle 20,45 contro l’Hull City. Il mondo intero sarà incollato alla poltrona per tifare l’Hull, sperando che il temibile Aaron non colpisca ancora. Qualora questo accadesse, non ci resterà che toccare ferro.

Dai, si scherza!

Antonio Casu (@antoniocasu_)

 

 

 

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