Simone Viscardi
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Premier League: Top & Flop della 13a giornata

Sugli scudi Ramsey e un Rooney tutto cuore. Delusione Liverpool e Sunderland. Il meglio e il peggio dell'ultimo turno di Premier League.

Premier League: Top & Flop della 13a giornata
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Premier League, si chiude il tredicesimo turno in Inghilterra. Allungano le prime tre, frenata per Tottenham, Manchester United e Liverpool. Ecco chi si è distinto e chi invece merita l’insufficienza:

TOP THREE

Aaron Ramsey (Arsenal): La sua immagine è lo specchio fedele di questi Gunners: giovane, veloce, bello da vedere e senza alcuna voglia di fermarsi. Con la doppietta di sabato a Cardiff, davanti ai suoi ex tifosi, salgono a 8 le reti in campionato per il centrocampista di Wenger, una in più di quante ne avesse siglate prima di questa stagione in carriera. Grazie anche alla sua inaspettata vena realizzativa l’Arsenal è sempre più saldamente al comando della classifica. Menzione speciale per Mesut Özil, che non entra nel tabellino dei marcatori ma ci fa entrare con i suoi assist sia Ramsey che Flamini. Voto: 8

Everton: La sorpresa di questa Premier League e non da oggi. Il 4-0 rifilato sabato al malcapitato Stoke City da l’idea della nuova dimensione degli uomini di Martìnez, passati da essere i cugini poveri del Liverpool a veri protagonisti cittadini. I tre punti di questo weekend consentono di agganciare al quarto posto proprio i Reds, a quota 24. Solo il gol di Sturridge all’ultimo minuto del derby di settimana scorsa ha impedito ai Toffees di operare un sorpasso che, dovesse perdurare questo trend, sembra inevitabile. Voto: 8,5

Wayne Rooney (Manchester United): Bisognerebbe aggiornare la sua scheda e, da attaccante, farlo passare ad un nuovo ruolo:
il tuttocampista. È praticamente ovunque, regge l’attacco da solo (complice un evanescente Welbeck), pressa i centrocampisti del Tottenham per tutta la partita e aiuta in difesa,liberando più di una volta la propria area in situazioni di calcio d’angolo o punizione. In mezzo a tutto ciò trova anche il tempo di infilare due volte Lloris (una su rigore), con gli unici tiri in porta della sua squadra in 90 minuti. Un guerriero. Voto: 9

FLOP THREE

Roberto Soldado (Tottenham) & Shinji Kagawa (Manchester United): Sono le delusioni del big match di White Hart Lane. Lo spagnolo sembra essere diventato il fratello timido e un po’ scarso dell’implacabile bomber ammirato al Valencia. Fin qui solo 4 reti in campionato, di cui solo una su azione, sono l’emblema delle difficoltà di adattamento della punta iberica al calcio molto più fisico d’oltremanica. Lo schieramento degli Spurs, che lo vede unica punta, non lo favorisce di certo ma quando gli capita la palla buona spara a lato. Nelle file dei Red Devils è impalpabile invece la prova del giapponese classe ’89, preferito da Moyes a Nani e Young sull’out di sinistra. Ottantacinque minuti da fantasma dell’opera, prima della meritata ma tardiva sostituzione. Per entrambi, Voto: 5

L’attacco del Sunderland: Non è il peggiore del campionato (8 reti contro le 7 del Crystal Palace) ma riesce nell’impresa di uscire dal Villa Park con un triste 1 alla voce “tiri in porta”. Per una squadra penultima in classifica non certo una prestazione da coltello fra i denti contro un Aston Villa tutt’altro che irresistibile. Nel desolante panorama offensivo dei Black Cats spicca l’errore sottoporta del nostro Giaccherini. Forse, alla luce dei risultati ottenuti fin qui dal suo sostituto Gustavo Poyet, non era tutta colpa di Di Canio. Voto: 4,5

Steven Gerrard, capitano del Liverpool

Steven Gerrard, capitano del Liverpool

Liverpool: Se la sponda Blue della Mersey si gode il successo sullo Stoke, quella Reds invece si lecca le ferite dopo il pesantissimo 3-1 subito in casa dell’Hull City. Uno stop che costa caro alla squadra di Brendan Rodgers, che vede le prime tre allontanarsi e l’aggancio dei già citati cugini. Confermato il ruolino di marcia per niente esaltante in trasferta: per il Liverpool solo 9 punti in 7 partite lontano da Anfield. E il titolo, che manca in bacheca dal 1990, sembra essere tornato una chimera. Voto: 4

Simone Viscardi

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