Giuseppe Folchini
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Primarie Pd: a sorpresa Civati caccia l’X Factor

A partire dall'abbigliamento, punto per punto il triplice confronto tra gli sfidanti alla segreteria del Pd. A sorpresa vince Civati, Renzi attendista

Primarie Pd: a sorpresa Civati caccia l’X Factor
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primarie PD

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Entrano negli studi di X-Factor, rigorosamente in blu. Giacca e cravatta per Gianni Cuperlo, Matteo Renzi e Pippo Civati. Sono i candidati alla segreteria del Partito Democratico, i “duellanti” delle primarie. Cuperlo sembra quello più a suo agio nell’ esibizione del  look formale. L’uomo dagli occhi di ghiaccio e una erre moscia tanto radical chic, vicino a D’Alema, forse è abituato  per la frequentazione della nomenclatura. Il sindaco di Firenze, con il viso strafottente da eterno bambino, vorrebbe tanto stare in maniche di camicia e si vede. Mentre Civati con la barba e imbronciatura  cupa, senza il suo dolce vita è quasi irriconoscibile.

LA SORPRESA – Non volano colpi bassi ma sicuramente lo spessore degli interlocutori è notevolmente migliorato, rispetto alle precedenti primarie del centrosinistra. Un colpo di scena, però ,lo riservano i sondaggi. Al termine della trasmissione, colui che ha avuto l’appeal maggiore, il candidato ritenuto più convincente, è stato proprio l’ outsider Pippo Civati,che ha sfiorato il 40%. Ripensando alle votazioni  nei circoli, una domanda sorge spontanea: nel Pd I tesserati sono tutti ex democristiani, o forse non è così complottista pensare alla lunga mano dei “signori delle tessere”? Civati dice le stesse cose da tempo,  declinate magari prima a livello regionale e poi nazionale ma comunque sempre dalla “stessa parte”. Dice cose di sinistra, in un partito che dovrebbe esserlo. Peccato per la mancanza di personalità, nell’affaire Cancellieri dove non si è spinto a votare la mozione di sfiducia, sfidando il Pd.

CIVATI: ABOLIZIONE IMU FOLLE – Nel  dibattito televisivo, ribadisce di essere intenzionato ad andare al voto non appena verrà varata la riforma elettorale. L’unica cosa che il governo delle “larghe intese” dovrebbe fare. Per avere finalmente un governo politicamente legittimato. Sarebbe una  pia illusione pensare che Alfano e Formigoni possano chiedere cose diverse da Berlusconi e Brunetta. Favorevole ad una patrimoniale progressiva, considera una follia l’abolizione dell’ Imu e che ora sta dando moltissimi problemi di equilibrio finanziario. Disponibile a riprendere l’argomento del reddito minimo.

CUPERLO: SI ALLA PATRIMONIALE- Gianni Cuperlo invece è il più netto, proprio in merito alla patrimoniale, conscio di dover riconquistare consensi. La ritiene una tassa giusta, che non colpirebbe la ricchezza ma aiuterebbe a redistribuirla. promuove senza indugi l’esecutivo, che ritiene abbia restituito credibilità al Paese. Si tratta, lo definisce Cuperlo, di un governo di eccezionalità, di alleanza con i nostri avversari . La strategia europea è però fallita, non è possibile partire dal rigore per poi creare crescita e lavoro.

RENZI: NO ALLE PRIVATIZZAZIONI- Il sindaco di Firenze si presenta al confronto con il freno tirato, già consapevole di essere il favorito. La sua parola d’ordine è speranza, questo è il senso che dice di voler dare ad una sua guida del Pd.  Il primo affondo arriva sulle privatizzazioni, su cui dice che la sinistra ha molto da farsi perdonare. Non è convinto sulla trasparenza dei conti e parlando in generale del governo Letta, esprime un giudizio di sufficienza. Favorevole alla tassa patrimoniale ma solo dope aver dato un esempio. Prima sarà la politica a tagliare i costi, a garantire la legalità nella Pubblica Amministrazione e riportare chiarezza e nel sistema tributario. Praticamente un no, abilmente camuffato.

Giuseppe Folchini

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