Redazione
No Comments

Il 4G di Vodafone investe l’Italia

Ecco primi dettagli del piano di investimenti “Spring”, targato Vodafone, varato a metà novembre

Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
Vodafone 4G2

Vodafone 4G2

Ecco primi dettagli del piano di investimenti “Spring” varato a metà novembre: HSDPA+ entro il 2016 per 1500 comuni, con almeno 160 coperti dal 4G Mobile. In più è stato già presentato uno smartphone low cost pensato proprio per la rete LTE.

 

VODAFONE: PROGETTO ITALIA – Vodafone pensa in grande, e lo fa soprattutto in Italia. Come dichiarato pochi giorni fa da Alberto Ripepi, nuovo direttore Technology Europe, il nostro sarà il Paese dove l’operatore investirà di più in Europa per lo sviluppo di reti e servizi a banda ultra larga, sia mobile che fissa. Il progetto della Vodafone, oltre ad occuparsi della rete 43.2 e a quella LTE, prevede, sempre entro il 2016, anche la fibra ottica per 150 città. Una scommessa per cercare di avere la meglio sugli altri operatori, e per ottimizzare la situazione attuale, che vede l’HSPDA+ raggiungere 600 comuni e la 4G coprirne 46. Inoltre, per avvicinare i consumatori alla rete LTE, è stato presentato il nuovo Vodafone Smart 4G, smartphone con schermo da 4,5 pollici, fotocamera da 8 megapixel, tecnologia Ncf e sistema operativo Android che verrà prodotto dall’azienda cinese Coolpad. Punto di forza del prodotto sarà il prezzo: 199 euro, così da poter diventare una forte alternativa ai top smartphone.

GIOCO D’ANTICIPO – Il piano Vodafone è chiaro: giocare d’anticipo per spazzare via la concorrenza. «Nei prossimi 2-3 anni la differenza tra la qualità delle reti nella trasmissione dei dati diventerà fondamentale e diventerà discriminante nella scelta da parte del cliente dell’operatore» ha difatti spiegato Stefano Gastaut, direttore Consumer mobile di Vodafone. Puntare sul 4G vorrà dire andare sempre più incontro agli utenti, che rispetto al 3G potranno usufruire di una velocità di download a 100 Mega per scaricare dati in mobilità, ma accontentare anche le aziende, che potrebbero preferire la rete LTE alla fibra ottica, meno conveniente soprattutto in zone dove il digital divide è più accentuato.

Simone Franconieri

Twitter: @SimoneF89

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *