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E se Narciso fosse poi brutto?

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Berlusconi maradona milan

Il Milan si specchia in Silvio Berlusconi, e viceversa. La gestione, familiare e quasi privata, dell’imprenditore (ormai ex politico) milanese porta nuovi e inspiegabili colpi di scena in casa rossonera.

LA MARGHERITA DI GALLIANIM’ama, non m’ama, boh. Parto da un presupposto: ero partito scrivendo dell’addio di Galliani, anche con un po’ di nostalgia, segno che prima o poi tutto passa come acqua sotto i ponti, ma ho dovuto cancellare e ripartire da un nuovo argomento. Il vero problema è capire qual è l’argomento. La conferma di Galliani? Per ora diciamo di sì, ma ieri mica qualcuno l’aveva cacciato. Voleva andare via lui, e Berlusconi oggi all’Ansa ha dichiarato che rimarrà. A vita, per un anno, per natale, per pasqua? Boh, ma penso che non lo sappia nemmeno lui. Però rimane. E’ quel retrogusto della smentita tipica berlusconiana, che riempirebbe così i manicomi di giornalisti lasciati interdetti da ciò che avevano ascoltato poco prima. Intanto, si dice, Galliani resta al Milan. E Barbara?

CHI E’ LO STRANIERO?Il nome Barbara etimologicamente deriva dal greco “barbaroi”, vale a dire stranieri. Che sia più che una semplice radice etimologica? Magari sì. Sempre ai margini, al contrario dell’altra figlia del capo. E’ quella che lontana da Mondadori, lontana dai problemi. Ma vicina al Milan. Il giocattolo riciclato in tempi di crisi, che però non le sarà donato del tutto da Natale. Dovrà aspettare. Babbo Silvio questa volta non è sicuro. Eppure si assomigliano: dichiarazioni polemiche, poi calma, il voler prendere in mano la situazione da sola. E le antipatie personali, il dualismo mal sopportato con Galliani, con chi ha fatto grande il Milan negli ultimi 28 anni. Qualcuno sarà costretto ad emigrare. La figlia del capo o il braccio destro (o cervello) del capo? Chi è lo straniero? Per ora pareggio.

Adriano Galliani e Barbara Berlusconi

Adriano Galliani e Barbara Berlusconi

COSA NOSTRAIl Milan è dei tifosi, dice un saggio. Il Milan è delle bandiere, dice un sognatore. Il Milan è degli arbitri, dice il maligno per giustificare i propri fallimenti. Il Milan è di Allegri, dice un depresso. Il Milan è di Berlusconi, dice un tizio che non so chi sia ma con cui concordo. E non per quote societarie, percentuali, soldi, marketing, scelte imprenditoriali. Perchè il Milan è un giocattolo nelle mani di Silvio, e magari, entrando nella logica del business-man, è anche giusto così. Chi mette i soldi, comanda. Fino al raccapricciante: alle cene ad Arcore (i più diffidenti stiano calmi, c’era solo Galliani) alle formazioni dettate ad Ancelotti, secondo voci di corridoio del tempo. Per arrivare ad una cessione di 30 milioni di Euro bloccata perchè il ragazzo da mandare lontano da casa era l’amichetto della figlia del boss, fino alle uscite trionfali: “Thiago Silva resta!”. Resta sul mercato, mica l’aveva detto. A ribadire che il Milan è cosa loro, e per qualcuno è anche giusto così.

LA SIGARETTA DEL CONDANNATOL’ultimo desiderio del condannato a morte: una vittoria del Milan. No, non è un’altra iperbole inserita per ingigantire il tutto. E’ solo quello che ho pensato martedì guardando il post-partita di Celtic – Milan. “Abbiamo vinto per il presidente, che domani avrà un giorno difficilissimo. Finalmente l’ho sentito sorridere”, dichiara un raggiante Adriano Galliani. E tutti gli fanno eco. E’ per Berlusconi, per i suoi guai, per la sua situazione che ispira tristezza e commozione a tutti. Un processo per frode fiscale, mica un esecuzione di stampo nazista. Il Milan è cosa loro, l’abbiamo già detto. Ma a volte si oltrepassa il confine del serio, per arrivare alla risata pura.

Per quel Milan che, Narciso, si specchia nel proprio presidente e patron. Ne prende i vizi e anche la grandezza mediatica. Ma, fino ad ora, complice denaro e successi, non c’aveva pensato nessuno: e se Narciso, che si specchia e rimanda la propria immagine, fosse poi brutto?

Giuseppe Andriani

 

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