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Milan, Galliani pronto alle dimissioni: per i rossoneri finisce un’era

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Adriano Galliani e il risveglio col Boa
Adriano Galliani e Barbara Berlusconi

Adriano Galliani e Barbara Berlusconi, passato e futuro del Milan

Ci sono eventi, spesso inimmaginabili fino a poco tempo prima, che cambiano la storia (e anche la geografia) del calcio e dopo la cessione dell’Inter da parte di Moratti il 2013 regala al mondo del pallone nostrano un’altro momento storico: le dimissioni di Adriano Galliani da ad del Milan. Da qualche settimana a questa parte, l’epilogo sembrava già scritto ma lo si immaginava in un futuro più lontano, nei tempi che solitamente nel calcio sono più consoni, ovvero a fine stagione, ma Galliani ha rotto gli indugi e ha annunciato di essere pronto a lasciare il suo posto, puntando il dito contro la sua carnefice, Barbara Berlusconi, accusata di svolgere il ricambio generazionale con poca eleganza. Potrebbe avere ragione ma un avvicendamento che si rispetti avviene sempre in modo un po’ traumatico per qualcuno e quello alla guida del Milan non poteva essere da meno. Nella lunga partita a scacchi con l’erede designata del Presidente, il plenipotenziario amministratore delegato ha preferito, con uno scatto d’orgoglio, lasciare il tavolo. Sicuramente a far nascere dei dubbi sulla sua gestione è pesata la sua difesa a spada tratta di Massimiliano Allegri, che non è ancora riuscito a invertire la rotta di una stagione al momento fallimentare, così come l’avallo all’acquisto di Alessandro Matri, pagato 11 milioni e ancora non in grado di fare la differenza in campionato.

UN REGNO LUNGO QUASI 30 ANNI – In 27 anni Galliani ha portato al Milan campioni come Kakà (per due volte) e Van Basten ma anche “fenomeni” come Josè Mari e N’Gotty anche se la sua specialità, soprattutto negli ultimi anni, sono stati gli acquisti a prezzo stracciato, vedi Ibrahimovic, Robinho e appunto Kakà, avvenuti grazie ai numerosi rapporti di amicizia che Galliani ha saputo intrecciare in questi anni con altri presidenti e manager a ogni latitudine europea. L’ombra di Adriano si è anche stagliata prepotentemente all’interno dei confini nazionali, grazie alle numerose “partnership” con altri presidenti di Serie A, come Preziosi a livello di mercato o Lotito a livello di peso in Lega. Immancabilmente i rapporti di forza all’interno del Palazzo del calcio sembrano destinati a mutare, proprio alla vigilia della conclusione della partita della vendita dei diritti tv del nostro massimo campionato per il doppio triennio dal 2015 al 2021.

L’INCERTEZZA DELL’INTERREGNO – Inoltre anche dal punto di vista strettamente manageriale la sua eredità sembra alquanto incerta: i nomi associati al nuovo management milanista sono molti e alcuni sembrano anche inavvicinabili, come Daniele Pradè che difficilmente lascerà la Fiorentina e la famiglia Della Valle, e non garantiscono, almeno non nell’immediato, la stessa capacità di trattativa che Galliani poteva invece assicurare. Un’altra incognita riguarda anche i tempi del passaggio di consegne. Galliani rimarrà operativo almeno fino al decisivo match di Champions League contro l’Ajax e difficilmente Lady B. riuscirà a riorganizzarsi e riorganizzare la società nel giro di due settimane. Non è quindi da escludere un ruolo in prima persona proprio di Barbara fino alla prossima assemblea dei soci (programmata per Aprile) o un tentativo di mediazione da parte della proprietà, divisa tra l’affetto verso la figlia e la fiducia verso il proprio braccio destro in ambito calcistico. Nel presente già colmo di nubi del Milan, il temporale potrebbe essere appena iniziato.

Vincenzo Arnone

SPORTS AGENCY SC24

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