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Quanto sei strana Champions! I destini beffardi di Milan, Napoli e Juventus

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Fabio Quagliarella, Josè Callejon e Mario Balotelli
La diretta gol live della Champions League

La diretta gol live della Champions League

Quando un uomo siede un’ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora“. Albert Einstein spiegava così, un pò in soldoni, la sua rivoluzionaria Teoria della relatività. Sembra proprio che l’85 % della popolazione mondiale sia relativista, cioè creda che tutto dipende, che non esiste nulla di assoluto. Il concetto relativista, poi, si sposa benissimo con quello che sta accadendo alle italiane di Champions (assolutamente tre, questo è certo), impegnate nella missione quasi morale di riportare in auge la grandezza del calcio nostrano.

GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI   Milan, Juventus e Napoli. Le tre candidate alle notti magiche che solo la Champions League può regalare, sono oramai giunte alle porte dell’ ultima giornata dei gironi di qualificazione. Li, a un passo, ci sono gli ottavi di finale, primo step della corsa a ostacoli che condurrà alla Coppa con le orecchie. Il cammino finora è stato impervio, per niente perfetto, come dimostra il fatto che nessuna delle tre sia già qualificata. Ciò che, tuttavia, si rivela più bizzarro si evince da un’analisi attenta che confronti il percorso europeo e quello in campionato. E’ infatti alquanto chiaro che, delle tre, il Milan sia quella messa meglio. Agli uomini di Allegri basta un pareggio per ottenere il pass per gli ottavi. La gara decisiva si giocherà a San Siro tra due settimane, con Kakà e compagni impegnati contro l’Ajax di De Boer. Il Milan avrà a disposizione due risultati su tre (vietato “solo” perdere).

I PRIMI SARANNO GLI ULTIMI Altrettanto oggettivo è la differenza tecnico-qualitativa tra il Milan e le altre due. Napoli e Juventus sono le compagini più forti del nostro campionato e, in particolare i bianconeri, hanno sulle spalle tutto il peso della Serie A, da portare in bella mostra in giro per l’Europa. Se, quindi, la peggiore delle italiane è da ritenersi pressoché qualificata, cosa dire delle migliori del bel paese? Esattamente il contrario, purtroppo. La Madama e la squadra di Benitez rischiano di retrocedere in Europa League. Per Conte, decisive saranno la sfida di stasera contro il Copenaghen e quella di Istanbul contro il Galatasaray di Mancini. Per Rafa, invece, sarà “sufficiente” un vero miracolo: vincere contro l’Arsenal col punteggio di 3-0.

DEA BENDATA Stop. Fermi tutti. Qualcosa non torna. Da cosa dipende cotanta differenza tra il rendimento in campionato e il rendimento in Champions League? E’ solo una questione di sorteggi, e quindi di difficoltà del girone? In buona parte si. E’ innegabile che il Milan abbia pescato un raggruppamento piuttosto morbido, Barcellona escluso, a dispetto del girone di ferro che ha visto protagonisti Higuain e compagni o al contrario delle difficoltà accorse alla Juventus nelle sfide con Real Madrid e Galatasaray. I motivi della suddetta discrepanza di risultati, però, sono anche da attribuirsi ad ulteriori cause.

CHI CONDIZIONA CHI? E’ un dato di fatto, per esempio, che Champions e Serie A camminino su binari totalmente diversi, paralleli se dir si voglia. Il valore degli avversari, la forma fisica, la condizione psicologica sono componenti fondamentali in Europa, senza le quali in campionato puoi comunque riuscire a vincere. Arrigo Sacchi, un maestro del calcio totale, è così intervenuto ai microfoni della nostra redazione: “In Italia se sei al 70 % puoi anche vincere, in Europa no“. Parole sante, direbbe qualcuno. I margini di errore oltralpe si riducono fino a una quantità infinitesimale. E capita perciò di assistere a debacle come quella della Juve col Copenaghen o del Napoli con Arsenal e Borussia.

Einstein, quindi, aveva proprio ragione. Non c’è nulla di assoluto, soprattutto in un sistema imprevedibile come quello del calcio. Dipende, appunto, da dove giochi, da contro chi giochi, ma soprattutto da come lo fai e con quali motivazioni. Il Milan, in questo senso, ha avuto qualcosa in più. Quel qualcosa che la Juve sta ritrovando e che il Napoli rischia invece di perdere del tutto. E se, alla fine, fosse solo il Milan a rimanere come portabandiera italiana? In fondo la Champions è bella anche per questo. Riesce a sovvertire qualsivoglia tipo di pronostico. E, d’altronde, il Milan in Champions sembra trasformarsi. L’augurio è senza dubbio opposto, con tutti e tre i club a combattere con la vittoria finale. Ma, per far questo, occorre non poggiarsi sugli allori del campionato.

Antonio Fioretto

SPORTS AGENCY SC24

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